mercoledì, 23 maggio 2012

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Spopola a Zelig l'imprenditore di Cavaion col volto di Manera

LA STORIA. La caricatura di «Battista», industriale del paese, che ha delocalizzato a Samoa e paga un dipendente su 13
E' sposato con una donna brutta e ha una escort, Samantha la tigre Il sindaco Sartori: «È simpatico i miei cittadini sono entusiasti»
05/02/2012
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È originario di Cavaion il personaggio di fantasia «Battista»

Cavaion spopola in Tv per via di un imprenditore che non esiste: si chiama Battista «the best imprenditore from Cavaion veronese» il personaggio a cui ha dato vita, per la nuova stagione di Zelig, il comico milanese Leonardo Manera. Battista, la triade camicia-giacca-cravatta sposata al jeans che fa casual, uno scomposto caschetto castano che la dice lunga sul suo idolo Diego Della Valle, lingua lunga e idee tanto surreali quanto chiare: è lui, caricatura tra luci e ombre dell'imprenditoria veneta, la nuova stella del programma che fa rima con cabaret. Lui, che ha delocalizzato la sua impresa a Samoa, «un posto lontano, tra Sa e Moa, dove arrivi con un viaggio così lungo che parti giovane e arrivi in idropausa (testuale, ndr)». Lì Battista ha pensato di far respirare la sua sgangherata impresa capace di produrre tanto condom bucherellati per le coppie che amano il brivido, quanto i Baci Giuseppina: «Sono i cioccolatini per le coppie longeve. Nei bigliettini ci sono scritte tipo cambiati il pigiama». Strozzato dal fisco, dalle tasse e dal costo del lavoro, Battista ha portato la possibilità di lavorare tra i «samoiardi»: paga un dipendente ogni tredici (questa per lui è la tredicesima) e calcola la pensione col sistema intuitivo, cioè lasciando intuire ai «samoiardi» che la pensione non la vedranno mai. Ma perché da Cavaion? «Sono cresciuto a Salò, e vedevo sempre l'indicazione per Cavaion. Mi piace il suono della parola, molto musicale», spiega Manera. Stessa motivaziona che ha spinto la veronesissima Laura Magni, nella precedente stagione di Colorado, ad inventarsi Norma Passarin, la sindaca tutta eros e militanza di Bogolone, alter ego per nulla celato di Bovolone. Insomma, a Verona ci son nomi che son tutti un programma. «Che roba», sorride Lorenzo Sartori, che di Cavaion è il sindaco, «e dire che è una parola francese! Battista? Un mito. È carino, simpatico: calcoli che quando l'ho visto ho mandato subito una mail a Manera complimentandomi, ringraziandolo della pubblicità che fa al paese ed invitandolo a venirci. Se recupero il numero lo chiamo». Non tutti, però, hanno gradito la traduzione in cabaret della crisi dell'imprenditoria e la veste ridicola data ai veneti: «Non sono contro i veneti ma a favore di tutti quelli che lavorano onestamente», ha detto in trasmissione, a fine esibizione, Manera. «Non ho nemmeno mai pensato in negativo», dice dal canto suo Sartori, «l'ho trovato subito spiritoso e divertente. È un momento brutto, molto complicato quello che stiamo vivendo ma questo è spettacolo e anzi, per come la vedo io, cose così aiutano il nostro stato d'animo. Le dirò, i cavaionesi sono entusiasti». Magari lo sono anche per un'altra ragione, cioè per Samantha, «la tigre de Cavaion»: è la escort di Battista, che all'anagrafe risulta però sposato ad una donna tanto brutta da costringerlo ai doveri coniugali giusto il mercoledì delle ceneri. Sindaco, lei la conosce? «Macchè», ride Sartori, «di sicuro, però, se riesco a farlo venire a Cavaion me la faccio presentare».

Paola Dalli Cani




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