mercoledì, 23 maggio 2012

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Incendio a Ca' di David, sfiorato il dramma

FIAMME IN ABITAZIONE. Si contano i danni dopo la notte di paura vissuta dai residenti di via Forte Tomba. E ieri un casolare abbandonato è andato a fuoco al Pestrino
L'uomo ustionato è fuori pericolo. Ma il bilancio avrebbe potuto essere decisamente più pesante Il rogo è partito dalla stufa a legna della cucina
05/02/2012
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La palazzina di Ca' di David gravemente danneggiata dall'incendio scoppiato nella serata di venerdì FOTOSERVIZIO FADDA

È fuori pericolo il sessantenne rimasto ferito nell'incendio dell'abitazione di via Forte Tomba 6 a Cadidavid, accanto alla trattoria Girelli, in cui viveva, in uno stato di assoluto degrado, con il fratello. Adesso è ricoverato al centro ustioni dell'ospedale di Borgo Trento. L'uomo ha riportato ustioni in particolare alle braccia e alle gambe, ma fortunatamente le lesioni non sarebbero profonde. Il rogo è partito con tutta probabilità dalla stufa a legna della cucina al piano terra e che il ferito, Giuseppe Garbuio, 62 anni, disabile grave, stava alimentando con carta di giornale. Una manovra maldestra e il fuoco ha trovato facile esca nel mucchio di giornali accatastati nella stanza insieme a vecchi mobili e a materiale d'ogni genere che lui e il fratello Mario di 51 anni, rimasto illeso, recuperavano qua e là. «Vivevano in un mondo tutto loro, raccogliere le cose che gli altri buttavano era la loro vita, inutile cercare di cambiarli, ma non erano abbandonati, tutte le settimane andavamo a far loro visita. La situazione si era fatta critica dopo che lo zio Giuseppe si era ammalato», commentano i nipoti Marco e Andrea Negri che ieri hanno visitato la casa devastata dalle fiamme. Lo zio Mario adesso è ospite della sorella a Beccacivetta. «Cercheremo di sistemare il tetto, ma sicuramente questa casa resterà inagibile per un bel po'». Sono loro a fornire rassicurazioni sulle condizioni di salute dello zio ricoverato a Borgo Trento. Vincenzo Girelli, che con la moglie Maria Grazia Bonomi gestisce la trattoria adiacente la casa andata a fuoco, allarga le braccia. «Prima o dopo doveva succedere, con tutta quella roba che avevano in casa. Fortuna che il fatto è successo di sera, poco prima delle 19, quando eravamo ancora qui e abbiamo potuto dare l'allarme, altrimenti a quest'ora saremmo qui a piangere due morti e la nostra trattoria distrutta». All'interno del locale ieri non si parlava d'altro. «Abbiamo sentito un forte odore di fumo», raccontano, «e subito non ci abbiamo fatto tanto caso perché Giuseppe e Mario avevano l'abitudine di bruciare carta davanti a casa, ma stavolta l'odore era più persistente e penetrante del solito, per cui siamo andati a dare un'occhiata e abbiamo visto il fumo che usciva dalla porta. Siamo corsi con un estintore ma il cancello era chiuso con il lucchetto, quindi abbiamo chiamato i vigili del fuoco. Intanto dalla finestra al primo piano», aggiunge il titolare della trattoria, «Mario gridava aiuto perché la casa era ormai invasa dal fumo... per fortuna che c'eravamo noi a quell'ora perché in casa non hanno nemmeno il telefono». I pompieri sono entrati con una scala dalla finestra poiché passare dalla porta principale che nel frattempo era stata abbattuta a calci dai vicini era praticamente impossibile. Poi scendendo al piano terra i vigili del fuoco hanno trovato suo fratello Giuseppe riverso sul pavimento che aveva subito anche un'intossicazione da fumo. L'anziano è stato soccorso dal personale del 118. Anche la trattoria ha subito qualche danno al tetto che è stato subito sistemato. «La lesione era circoscritta e l'abbiamo riparata subito ma nella casa vicina il tetto in pratica non c'è più» commenta Stefano Avesani, dell'impresa edile chiamata da Girelli. Ieri i tecnici dell'Agsm hanno lavorato a lungo per ripristinare gli allacciamenti rimasti danneggiati. «Giuseppe e Mario vivono appartati, isolati da tutti, poteva veramente essere una tragedia», commenta Mario Zanardi collega per 20 anni in un mobilificio, di Mario. «Al lavoro era un tipo preciso, diligente e socievole con i colleghi, poi un giorno all'improvviso si è licenziato e lo stesso aveva fatto suo fratello che lavorava in un calzaturificio, una scelta inspiegabile...». Ieri i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un incendio scoppiato in una casa abbandonata tra via Lazzaretto e via Ponte San Pancrazio. Il rudere veniva probalmente usato come rifugio da qualche senzatetto che ha acceso un fuoco per scaldarsi. All'arrivo dei pompieri nell'edificio non c'era nessuno.E.S.




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