Scontro sui soldi di Celentano per i poveri
IL CASO. Fa discutere la decisione del cantante di destinare anche a famiglie veronesi il compenso del Festival di Sanremo. Valdegamberi: «Meglio abbassare il canone». Tosi: «Operazione seria, circa 20mila euro a famiglia». Uboldi (Pd): «Bel gesto, ma è vergognoso che la Rai paghi cifre da capogiro». Traverso (Pdl): «È solo esibizionismo»
Verona. Il «cachet» di Adriano Celentano al Festival di Sanremo destinato anche a famiglie veronesi povere? Se c'è chi ringrazia, a partire dal sindaco Tosi, c'è anche in città chi fa distinguo e contesta i compensi stellari erogati da mamma Rai (tivù di Stato) ad artisti proprio in un momento di crisi economica. E scoppia il caso. Ieri pomeriggio durante la trasmissione «Un giorno da pecora» su Radio Due, Tosi ha ribadito «la serietà e la correttezza di questa operazione» che dovrebbe portare «circa 20mila euro per ogni famiglia aiutata». IL COMPENSO per la partecipazione del Molleggiato al Festival della canzone italiana, lo ricordiamo, potrebbe essere di 350mila euro nel caso facesse una serata (di cui 100mila a un ospedale di Emergency e 250mila per 13 famiglie povere) oppure di 700mila, per due serate, raddoppiando quindi le singole donazioni, che porterebbero soldi a 25 famiglie povere, di sette città. È stato lo stesso Celentano a informare Tosi prim'ancora di Gianmarco Mazzi, veronese, direttore artistico del Festival nonché di Arena Extra, la società della Fondazione Arena che gestisce gli spettacoli extra lirica in Arena. Se fossero 350mila euro, sarebbero lo stipendio di una quindicina d'anni di un operaio. C'è chi non è convinto dell'operazione, pur apprezzando lo slancio umanitario del «ragazzo della via Gluck». «È apprezzabile il fatto che Celentano abbia compiuto questo gesto», dice Roberto Uboldi, consigliere comunale del Pd, area ex Popolari, «ma è vergognoso che la Rai, tanto più in un momento di crisi economica come l'attuale, paghi quelle somme a un artista per partecipare a una serata di intrattenimento televisivo». Fra l'altro, aggiunge Uboldi, «proprio nel periodo in cui gli italiani stanno pagando il canone Rai, che è di 112 euro, da cui sono esentate persone con oltre 70 anni, ma in fasce di reddito quasi sotto la soglia della povertà. Inoltre, per un artista, partecipare a uno spettacolo come Sanremo è già di per sè una forma di pubblicità». È un attacco senza mezze misure, invece, quello di Elena Traverso, consigliere comunale del Pdl, area ex An. «Bravo Celentano? Bravo un corno! E mentre il sindaco ringrazia a nome della città, io personalmente sono disgustata. In un periodo di crisi economica l'artista sensibile dovrebbe pensare ad abbassare le proprie pretese economiche e non a percepire stipendi da favola per poi fare elemosina e bella figura con i soldi degli altri. Perché ricordo che la Rai è un'azienda pubblica che si sostiene, tra l'altro, con il pagamento dei canoni che annualmente i cittadini versano». QUINDI la Traverso invita «il solerte artista, se si vuole occupare degli altri, a donare il suo stipendio al Comune di Verona direttamente, che tramite i Servizi sociali saprà perfettamente quali interventi a favore dei cittadini sostenere in modo sostanzioso, senza “mancette” di sorta che reputo quasi offensive. Più che un atteggiamento solidale il gesto del “molleggiato” mi pare un segno di esibizionismo, in linea perfetta con lo stile buonista e moralizzatore che Celentano ha avuto negli ultimi anni. Peccato, perché sarebbe un grande artista». E Stefano Valdegamberi, consigliere regionale e comunale dell'Udc, non la manda giù. «Non mi piace questa spettacolarizzazione della beneficenza», dice, «e invece di pagare queste somme per una presenza a uno spettacolo, la Rai farebbe molto meglio ad abbassare la spesa per il canone, per venire incontro a tante famiglie che in questo momento sono in difficoltà economica per la crisi economica».
Enrico Giardini
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1 Andrea78vr 04/02/2012 09:48 960 commenti
@ lucianofranzoni1 caro mio queste persone non esitano minimamente nel sfruttare queste cose in momenti come questi per farsi pubblicità , è ovvio che se vuole fare una cosa del genere che per i meno attenti puo essere un atto caritatevole poi alla fine ci guadagna piu lui di coloro che da una mano