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Ca' del Bue, il Tar dà via libera alla realizzazione dei nuovi forni

IL CASO. Il Tribunale amministrativo regionale ha deciso e ora scatta la marcia a tappe forzate per far ripartire il termovalorizzatore entro il 2014. Respinto il ricorso della Rea Dalmine: corretta la scelta di aggiudicare l'appalto a Urbaser. A fine 2012 l'inizio dei lavori
05/05/2011
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Il sopralluogo della commissione dell’Istituto superiore di sanità a Ca’ del Bue nei giorni scorsi

Verona. Via libera al nuovo impianto di Ca' del Bue: il colosso spagnolo Urbaser di Florentino Perez, patron del Real Madrid, può procedere alla progettazione della nuova linea di forni a griglia che dovrebbero, fra tre anni, mettere finalmente in funzione il termovalorizzatore delle Basse di San Michele.
Il semaforo verde per Agsm, Comune e Urbaser è arrivato ieri da Venezia dove il Tribunale amministrativo regionale, sezione prima, ha rigettato il ricorso presentato da una delle società escluse dall'assegnazione, la bergamasca Rea Dalmine, ritenendolo «improcedibile». Un ricorso che, se accolto, avrebbe fatto saltare tutte le procedure di gara: sarebbe stato tutto da rifare.
Il via libera invece, come dice il presidente Paolo Paternoster, consente ad Agsm (avvocati Luigi Biondaro e Marcello Clarich) di partire a tutta velocità con progetti e iter di approvazione.
«È una bellissima giornata, perché la notizia arrivata da Venezia conferma che la linea tenuta da Agsm e che il lavoro svolto dalla commissione che ha istruito la gara è stato corretto e positivo: la bontà del nostro lavoro è stata riconosciuta».
La commissione di Agsm con delibera di fine agosto 2010 aveva individuato in Urbaser il soggetto promotore dell'appalto in project financing per un importo di 118 milioni di euro, che il privato sborserà in cambio della gestione per 20 anni dell'impianto che funzionerà sulla base delle tariffe applicate dalla Regione. Ad Agsm e al Comune, in quanto proprietari, verranno girate delle royalties da quantificare.
Ma che cosa accade ora? «Adesso si può procedere con il progetto definitivo, la conferenza dei servizi e la presentazione in Regione per ottenere la Valutazione di impatto ambientale», spiega il direttore generale di Agsm Gian Piero Cigolini, «delle due nuove linee di forni a griglia che saranno in grado di smaltire, come valore di punta massima, 300 tonnellate giornaliere ciascuna di rifiuti solidi urbani secondo le migliori tecnologie di riferimento, che vengono aggiornate ogni due anni». La potenzialità complessiva del nuovo impianto sarà di 196 mila tonnellate l'anno. Ma saranno anche rimessi in funzione i due vecchi forni a letto fluido che hanno funzionato (molto poco) per un arco di soli 4 anni e i quattro mega digestori anaerobici. Visti i tempi delle procedure burocratiche, ci vorrà un anno per la valutazione di impatto ambientale per cui entro dicembre 2012 dovrebbero partire i lavori, che dureranno poi 30 mesi: tra il 2014 e il 2015 l'impianto di Ca' del Bue dovrebbe accendersi e produrre calore ed energia elettrica come un vero termovalorizzatore. Da dove arriveranno questi rifiuti?
«Verona produce già circa 100 mila tonnellate l'anno e Legnago 80mila, con una differenziata al 54 per cento che è di fatto una soglia fisiologica, ci mancheranno forse 10-20mila tonnellate di rifiuti che potrebbero arrivare dalla provincia di Vicenza. E' razionale che il bacino previsto dalla Regione per ogni inceneritore sia più ampio della provincia, non a caso ne sono previsti 4 per le 7 province. Ma escludo che arriveranno rifiuti da altre regioni», dice Cigolini.
E per le emissioni, «sottolinea il presidente Paternoster, «insieme con il Comune di Verona garantiamo il massimo dei controlli grazie alla convenzione con l'Istituto superiore di sanità che è venuto in sopralluogo nei giorni scorsi per fare il punto zero, indispensabile per avere riferimenti certi quando faremo il monitoraggio a impianto in funzione. Ma con questa sentenza ci siamo tolti un grande peso. Avanti».




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