venerdì, 10 febbraio 2012

VERONA

CAMBIA:

Sassi contro il treno. Finestrino in frantumi

ATTO VANDALICO. L'episodio sul Regionale, ieri alle 15 vicino a Ca' di David. Zaia: preoccupante. Una ventina i passeggeri che viaggiavano sulla carrozza: tutti illesi È la seconda volta in due settimane. La polizia ferroviaria indaga
07/09/2010
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Un treno regionale per i pendolari

Sassi contro i finestrini di un treno. Ed è il secondo caso in due settimane. Anche l'altra volta la tratta colpita sempre la stessa, quella che da Verona va verso la Bassa.
C'è qualcuno che si ostina a mettere in atto gesti che potrebbero ammazzare persone e il codice penale all'articolo 431 in questi casi parla chiaro.
Ieri pomeriggio verso le 15, persone rimaste per ora sconosciute hanno lanciato alcuni sassi che hanno rotto un finestrino di un treno regionale in servizio tra Verona e Rovigo. Nessuno dei venti passeggeri presenti in quel momento è rimasto coinvolto.
Il convoglio era da poco partito dalla stazione di Verona Porta Nuova quando è stato colpito da sassi scagliati, secondo l'ipotesi ritenuta più attendibile, da qualcuno che si trovava probabilmente poco lontano dai binari. A essere colpito è stato un vecchio treno di quelli che vanno ancora a nafta e che svolge un servizio regionale. Non si tratta di un convoglio, ma di un'unica carrozza che ha anche la zona di guida.
In seguito a un colpo più violento degli altri un finestrino si è rotto, ma fortunatamente nessuno dei passeggeri, lavoratori soprattutto che facevano rientro a casa dopo l'ufficio e operai turnisti, sono rimasti colpiti. Le persone sono poi state ascoltate dal personale della polizia ferroviaria che ha raccolto le loro testimonianze.
Ci sono indagini in corso per risalire agli autori di quest'atto vandalico che poteva degenerare in una tragedia. Il treno è rimasto fermo per circa 45 minuti, in località Ca' di David, prima di riprendere il percorso fino a Rovigo. E di certo non è stato un viaggio rilassante per chi è rimasto seduto nella carrozza con il terrore che la faccenda si potesse ripetere.
«Se il caso ha voluto che questa volta non ci siano stati feriti», ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, «non di meno l'atto vandalico deve richiamare l'attenzione della politica, degli educatori e delle famiglie. Abbiamo ancora tutti presente la triste stagione iniziata nel 1996 con la morte della giovane Maria Letizia Berdini, uccisa da un sasso lanciato da un cavalcavia mentre percorreva l'autostrada Torino-Piacenza sull'auto guidata dal marito e le tristi emulazioni che seguirono. Il lancio di Verona richiama l'attenzione sulla tristezza di vite ancora alla ricerca del loro significato che scambiano gli atti vandalici per divertimento, dimostrando spregio per la vita altrui e anche per la propria. È particolarmente importante vigilare, discutere ed educare affinchè ad episodi di questo tipo non ne seguano altri dello stesso segno».
Il terz'ultimo episodio che le cronache veronesi ricordano è quello registrato il 19 gennaio del 2007. Un sasso scagliato contro un treno lungo la linea ferroviaria che collega Verona a Vicenza, a San Bonifacio aveva provocato pochi danni e un ritardo di circa mezz'ora dell'Intercity Milano-Venezia. Avvenne poco prima della stazione di San Bonifacio, dove il treno fu stato colpito dal sasso lanciato da sconosciuti. All'epoca la Polfer la ritenne una bravata, che fortunatamente danneggiò solo il vetro esterno del finestrino di una carrozza, la numero quattro del secondo vagone. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Vaccari


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