La Lega difende Soardi:
le dimissioni scelta giusta
LE DIMISSIONI DALL'ATV. In azienda si pone il problema della successione del presidente sotto inchiesta per i rimborsi spese. Bragantini: «In altri partiti ci si dimette solo con condanne. Lui così non coinvolge il movimento»
Verona. «In questo momento non ho niente da dire, vediamo che succede. Se sono fiducioso nella giustizia? Sì, ma preferisco non fare commenti». Gianluigi Soardi, presidente dimissionario dell'Atv e sindaco leghista di Sommacampagna non ha nessuna voglia di parlare il giorno dopo la bufera che lo ha travolto, con la polizia giudiziaria che ha sequestrato documenti contabili che lo riguardano negli uffici dell'azienda trasporti. Nel mirino degli inquirenti ci sono i rimborsi spese per trasferte affettuate con l'auto di servizio o per viaggi di «lavoro» allargati ai familiari e persino per i caffé «di rappresentanza» consumati in città quando l'interessato si trovava invece nel suo ufficio di sindaco a Sommacampagna. Nei suoi confronti, va però detto, non ci sono denunce. Non c'è alcuna indagine formale ma soltanto una richiesta di acquisizione di dati contabili firmata dal pm Valeria Ardito. Soardi finora non ha ricevuto avvisi di garanzia. Tuttavia ha lasciato la presidenza dell'azienda e si è autosospeso dal partito.
Da parte sua, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi annuncia che presto incontrerà il sindaco Flavio Tosi per assicurare all'azienda un «adeguato sostituto», non escludendo però una riconferma di Soardi nel caso «le indagini lo scagionino in tempi veloci». Sul fronte del Carroccio, Matteo Bragantini, deputato e segretario provinciale, fa sapere di aver parlato con il dimissionario esprimendogli «apprezzamento» per una scelta che «risparmierà mesi di attacchi mediatici contro la Lega».
REBUS SOMMACAMPAGNA. A Sommacampagna, intanto, l'opposizione si chiede «se anche un Comune di 15mila abitanti non meriti di essere rappresentato da un sindaco autorevole senza il peso di un'indagine giudiziaria». Ma, almeno per ora, Soardi esclude l'ipotesi di lasciare anche questa carica. «Il mio mandato», assicura, «lo vivo con serenità, mi sono dimesso dall'Atv per cose che non c'entrano con il mio incarico di sindaco». Rimarrà quindi al suo posto? «Adesso ho bisogno di qualche giorno di tranquillità per riflettere. Vivo alla giornata...».
MIOZZI. Si mostra attendista anche Giovanni Miozzi, presidente della Provincia, ente a metà proprietario dell'Atv. «Cosa ne penso delle dimissioni di Soardi? È stato un fulmine a ciel sereno, ora non me la sento di fare commenti. Aspettiamo che cosa emergerà». Ma ha fatto bene a lasciare l'Atv? «È difficile da dirsi, dipende dai punti di vista: se io fossi stato sicuro della mia innocenza non mi sarei dimesso». E adesso che succede all'Atv? «C'è un vicepresidente operativo, Costantino Turrini, in grado di tenere il timone in un periodo nevralgico come l'inizio dell'anno scolastico, poi», sottolinea Miozzi, «faremo il punto con il sindaco Tosi, l'altro socio al 50 per cento, per vedere che fare. Quanto prima troveremo un adeguato sostituto, ma se le indagini saranno veloci e lo scagioneranno da ogni sospetto, nulla vieta che Soardi possa rientrare al vertice dell'azienda». Un incontro tra Miozzi e Tosi era in agenda già per questa mattina, ma l'appuntamento con ogni probabilità sarà rinviato alla prossima settimana a causa di un'influenza che da qualche giorno costringe ad un forzato riposo il presidente della Provincia.
BRAGANTINI. Elogia la scelta di Soardi il deputato e segretario provinciale del Carroccio Matteio Bragantini: «Per potersi difendere meglio e non coinvolgere il movimento si è dimesso da presidente e si è autosospeso dalla Lega, una scelta corretta che ci eviterà mesi di attacchi mediatici». Bragantini replica al segretario provinciale del Pd Giandomenico Allegri che aveva denunciato la nascita di una "casta leghista": «Affermazioni risibili, in altri partiti per dimettersi ci vogliono perlomeno delle condanne mentre da noi al minimo sospetto si lasciano sia gli incarichi che le cariche di partito. E nei confronti di Soardi, lo ricordo, non c'è nessun rinvio a giudizio». Bragantini fa sapere di aver parlato con l'ex presidente. «È stato un colloquio breve, gli ho espresso apprezzamento per la decisione di voler un rapido accertamento dei fatti». Soardi si dimettarà anche da sindaco? «Non c'è alcun nesso tra questi fatti e il Comune di Sommacampagna». Però c'è un problema di opportunità. O no? «Le questioni sono separate, ma nei prossimi giorni faremo le valutazioni del caso». E all'Atv che succederà? «La prossima settimana vedremo il da farsi, ma siamo tranquilli: le scelte strategiche sono state impostate e si sta lavorando bene».
MONTAGNOLI. Dopo le dimissioni di Soardi, per il consigliere comunale del Pd ed ex assessore alle aziende partecipate Giancarlo Montagnoli, «sarà ancora più difficile per il sindaco Tosi combinare il già complicato puzzle delle nomine nelle aziende pubbliche che si trascinano da più di tre mesi: se il PdL non si mette d'accordo, la Lega cade per fuoco amico, niente però», aggiunge, «in confronto alla brutta figura che fa la stessa Atv a chiedere l'aumento del biglietto e degli abbonamenti proprio mentre è in corso un'indagine per cattiva gestione dei soldi pubblici. Inoltre», si chiede Montagnoli, «è casuale che, mentre un presidente leghista è costretto alle dimissioni, ai consiglieri arrivi un messaggio anonimo che denuncia l'incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di componente del cda della Fiera del coordinatore del Pdl Massimo Giorgetti».© RIPRODUZIONE RISERVATA
Enrico Santi
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1 Maiton 06/09/2010 21:13 24 commenti
Complimenti a chi nei comizzi(LEGA) urlava Roma Ladrona e Il Leon ....... ma non si vergognano questi miseri politici. Forza alle prossime ELEZIONI votateli qesti PHENOMENI che sono al governo nazionale e governano VERONA.