venerdì, 10 febbraio 2012

VERONA

CAMBIA:

Le prostitute tornano a San Giorgio

SONA. Sono in prevalenza rumene le ragazze che esercitano nella frazione. Centinaia i verbali da 500 euro elevati ai clienti di varie fasce d'età. Non si fermano più sulla statale 11, ma vanno nelle stradine di campagna già dal pomeriggio. Gli abitanti protestano e le multe non sono servite
03/09/2010
Zoom Foto
Una prostituta nelle stradine di San Giorgio in Salici

Sona. Non giovanissime, in prevalenza rumene: questo l'identikit delle lucciole che, ormai da qualche mese, hanno contribuito a spostare il «mercato del sesso» dalla statale 11 alle località campestri di San Giorgio in Salici, in particolare in località Molino e località Bettola, sulla via per Castelnuovo. Percorrendo la Verona-Brescia, negli ultimi mesi, sembrava davvero che il fenomeno della prostituzione, da anni sottoposto all'attenzione dei carabinieri di Sommacampagna, Bussolengo e Peschiera, fosse stato definitivamente debellato, almeno nel territorio del comune di Sona.
Le ragazze però non sono sparite, hanno semplicemente cambiato zona, per sfuggire alla sorveglianza. «Se prima comparivano soprattutto con il calare del buio», afferma Renato Farina, consigliere del Gruppo misto, residente a San Giorgio in Salici, «ora si vedono a tutte le ore del giorno, soprattutto nel pomeriggio, dalle 17 alle 20».
Il fenomeno era stato segnalato per la prima volta l'anno scorso a settembre, quando la signora G.V., residente in località Molino, aveva inviato una lettera all'amministrazione comunale e alla polizia locale. Aveva scritto che c'erano «due o più prostitute all'imbocco di via Don Eliseo Panardo, nel punto di incrocio con via Andrea Palladio».
Ad oggi, «la situazione appare essersi sensibilmente aggravata», denunciano gli abitanti di San Giorgio. Fra questi c'è anche il consigliere comunale di maggioranza Virginio Moletta, che garantisce che «l'amministrazione e le forze dell'ordine stanno affrontando il problema con tutti i mezzi possibili». «Dal momento che la Romania fa parte dell'Unione Europea», chiarisce, «le prostitute che frequentano questa zona sono a pieno titolo cittadine comunitarie, in possesso di regolare permesso di soggiorno, e pertanto non possono essere espulse e rimpatriate».
Per il sindaco Gualtiero Mazzi, c'è un allarme sociale provocato dagli effetti della prostituzione sulla sicurezza urbana e sulla circolazione stradale nel territorio comunale, oltre che sulla sensibilità morale dei cittadini. Per questo, ha prorogato fino al 2011 un'ordinanza emanata nel 2009 e che scadeva quest'anno. Così, intende contrastare i fenomeni di degrado derivanti dalla prostituzione su strada. È vietato, in tutto il territorio comunale, «assumere atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio», e «contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada». Per i contravventori, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro, che negli ultimi mesi, proprio nella zone citate di San Giorgio in Salici, è già stata applicata centinaia di volte, allo scopo di «smantellare il mercato, dissuadendo la clientela». «È difficile delineare un profilo standard degli uomini che si fermano con le ragazze», rivela Roberto Mori, comandante della polizia locale di Sona, «in media hanno dai 18 ai 70 anni, alcuni frequentano queste zone occasionalmente, altri abitualmente. Le caratteristiche della clientela dipendono molto dagli orari. Ci sono giovani in cerca della bravata facile, ma anche pensionati, e addirittura rappresentanti o professionisti che passano in questo modo le loro pause pranzo».
Fino a poche settimane fa, si guardava alla statale senza lucciole, la maggior parte delle quali di colore, rimpatriate perché prive di permesso di soggiorno. E proprio la mancanza di concorrenza, sembra aver convinto le prostitute rumene a ripopolare le stradine.
«È proprio il fatto che il fenomeno si sposti di continuo», afferma Mori, «a rendere difficile una risoluzione definitiva del problema. Stiamo comunque lavorando in collaborazione con le forze dell'ordine dei paesi limitrofi per poter garantire ai cittadini del comune di Sona la pubblica sicurezza e la pubblica decenza, che spettano loro di diritto».

Federica Valbusa


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1 Beppe_da_Lugagnan 07/09/2010 15:25 1935 commenti

"Ovvio che se si vuole limitare il fenomeno, dato che in Italia con il Vaticano non si arriverà mai alla riapertura delle case chiuse, occorre colpire la domanda ovvero i clienti, visto che l'offerta è dura da ridurre..." io invece non lo capisco salander: Vuoi limitare il fenomeno riaprendo le case chiuse? (Lascia stare i preti, perché mi sembra che qui lo voglia limitare tu sto fenomeno.) Riapri le case chiuse e pensi che chi ha voglie in esubero ne avrà di meno? Vuoi colpire i clienti legalizzando la prostituzione? Come dovrebbe funzionare? Sono piuttosto d'accordo con te quando dici che è un fenomeno da capire, analizzare, aiutare chi sta soffrendo un disagio e cerca un'altra donna. Questo pensiero ti nobilita molto, piuttosto.

2 Tortellina 07/09/2010 11:20 37 commenti

Quoto Salander.....

3 salander 03/09/2010 16:30 683 commenti

Dato che non esiste il reato di prostituzione, ma solo quello di favoreggiamento, alle povere donne in questione, se in regola con il permesso di soggiorno non può essere fatto nulla oltre ad accompagnarle in caserma per l'identificazione... poi vanno rilasciate e ovviamente se ne tornano al loro posto. Ovvio che se si vuole limitare il fenomeno, dato che in Italia con il Vaticano non si arriverà mai alla riapertura delle case chiuse, occorre colpire la domanda ovvero i clienti, visto che l'offerta è dura da ridurre... piuttosto io mi chiederei come mai la domanda è così forte... più che continuare a blaterare sempre e solo contro Governo, Amministrazioni locali ecc...

4 caramanic 03/09/2010 14:17 1 commenti

Noi residenti del comune di Sona, vicini alla regionale 11, abbiamo potuto verificare dall’inizio che la propaganda degli amministratori locali non corrispondeva al vero. Nei primi tempi, successivi ai proclami anti-prostituzione, le prostitute africane si sono spostate di qualche metro, dalla strada alle campagne. Poi sono tornate dov’erano. Ora sono state sostituite dalle romene, presenti spesso già dal mattino e per tutto il giorno. Nel fine settimana torna qualche africana. Lo spettacolo a cui assistiamo da anni è desolante, gli interventi delle forze dell’ordine sono sporadici e non producono alcun effetto. Non vi sono purtroppo alternative alla regolarizzazione della prostituzione, altrimenti tutto rimarrà invariato, compresa la loro numerosa clientela.

5 Gianireneo 03/09/2010 14:13 204 commenti

Ho avuto un sogno: Un quartiere a luci rosse come se ne vedono ovunque in Europa e nel mondo, ed era proprio a Verona.....ma era solo un sogno!

6 ledaemanuela 03/09/2010 13:07 59 commenti

@lucianomaria grazie per aver espresso il pensiero di molti

7 garcia 03/09/2010 13:03 186 commenti

Quando la campagna elettorale è lontana nel tempo, rieccole! Alla faccia della sicurezza, ma non disperiamo. in caso di elezioni spariranno di nuovo qualche mese prima.

8 reveletion 03/09/2010 12:13 685 commenti

Bisogna riaprire la case chiuse come in tutta Europa e la facciamo finita con queste miserie...Fuori da queste "strutture" si avra' dura repressione....PS: e quanti soldi in tasse prenderebbe lo stato,..???

9 lucianomaria 03/09/2010 11:03 44 commenti

qualcuno avvisi el Toso...........che sono tornate come prima..........più di prima............dalla Croce Bianca in su.................come prima del Toso.............morale............non è cambiato nulla.............solo il Suo stipendio...............e quello dei suoi amici di merende..................................................oltre ai posti occupati e le tasse aumentate....................per il resto..................tutto come prima..................perso solo tempo...........

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