Le prostitute tornano a San Giorgio
SONA. Sono in prevalenza rumene le ragazze che esercitano nella frazione. Centinaia i verbali da 500 euro elevati ai clienti di varie fasce d'età. Non si fermano più sulla statale 11, ma vanno nelle stradine di campagna già dal pomeriggio. Gli abitanti protestano e le multe non sono servite
Sona. Non giovanissime, in prevalenza rumene: questo l'identikit delle lucciole che, ormai da qualche mese, hanno contribuito a spostare il «mercato del sesso» dalla statale 11 alle località campestri di San Giorgio in Salici, in particolare in località Molino e località Bettola, sulla via per Castelnuovo. Percorrendo la Verona-Brescia, negli ultimi mesi, sembrava davvero che il fenomeno della prostituzione, da anni sottoposto all'attenzione dei carabinieri di Sommacampagna, Bussolengo e Peschiera, fosse stato definitivamente debellato, almeno nel territorio del comune di Sona.
Le ragazze però non sono sparite, hanno semplicemente cambiato zona, per sfuggire alla sorveglianza. «Se prima comparivano soprattutto con il calare del buio», afferma Renato Farina, consigliere del Gruppo misto, residente a San Giorgio in Salici, «ora si vedono a tutte le ore del giorno, soprattutto nel pomeriggio, dalle 17 alle 20».
Il fenomeno era stato segnalato per la prima volta l'anno scorso a settembre, quando la signora G.V., residente in località Molino, aveva inviato una lettera all'amministrazione comunale e alla polizia locale. Aveva scritto che c'erano «due o più prostitute all'imbocco di via Don Eliseo Panardo, nel punto di incrocio con via Andrea Palladio».
Ad oggi, «la situazione appare essersi sensibilmente aggravata», denunciano gli abitanti di San Giorgio. Fra questi c'è anche il consigliere comunale di maggioranza Virginio Moletta, che garantisce che «l'amministrazione e le forze dell'ordine stanno affrontando il problema con tutti i mezzi possibili». «Dal momento che la Romania fa parte dell'Unione Europea», chiarisce, «le prostitute che frequentano questa zona sono a pieno titolo cittadine comunitarie, in possesso di regolare permesso di soggiorno, e pertanto non possono essere espulse e rimpatriate».
Per il sindaco Gualtiero Mazzi, c'è un allarme sociale provocato dagli effetti della prostituzione sulla sicurezza urbana e sulla circolazione stradale nel territorio comunale, oltre che sulla sensibilità morale dei cittadini. Per questo, ha prorogato fino al 2011 un'ordinanza emanata nel 2009 e che scadeva quest'anno. Così, intende contrastare i fenomeni di degrado derivanti dalla prostituzione su strada. È vietato, in tutto il territorio comunale, «assumere atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio», e «contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada». Per i contravventori, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro, che negli ultimi mesi, proprio nella zone citate di San Giorgio in Salici, è già stata applicata centinaia di volte, allo scopo di «smantellare il mercato, dissuadendo la clientela». «È difficile delineare un profilo standard degli uomini che si fermano con le ragazze», rivela Roberto Mori, comandante della polizia locale di Sona, «in media hanno dai 18 ai 70 anni, alcuni frequentano queste zone occasionalmente, altri abitualmente. Le caratteristiche della clientela dipendono molto dagli orari. Ci sono giovani in cerca della bravata facile, ma anche pensionati, e addirittura rappresentanti o professionisti che passano in questo modo le loro pause pranzo».
Fino a poche settimane fa, si guardava alla statale senza lucciole, la maggior parte delle quali di colore, rimpatriate perché prive di permesso di soggiorno. E proprio la mancanza di concorrenza, sembra aver convinto le prostitute rumene a ripopolare le stradine.
«È proprio il fatto che il fenomeno si sposti di continuo», afferma Mori, «a rendere difficile una risoluzione definitiva del problema. Stiamo comunque lavorando in collaborazione con le forze dell'ordine dei paesi limitrofi per poter garantire ai cittadini del comune di Sona la pubblica sicurezza e la pubblica decenza, che spettano loro di diritto».
Federica Valbusa
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1 Beppe_da_Lugagnan 07/09/2010 15:25 2810 commenti
"Ovvio che se si vuole limitare il fenomeno, dato che in Italia con il Vaticano non si arriverà mai alla riapertura delle case chiuse, occorre colpire la domanda ovvero i clienti, visto che l'offerta è dura da ridurre..." io invece non lo capisco salander: Vuoi limitare il fenomeno riaprendo le case chiuse? (Lascia stare i preti, perché mi sembra che qui lo voglia limitare tu sto fenomeno.) Riapri le case chiuse e pensi che chi ha voglie in esubero ne avrà di meno? Vuoi colpire i clienti legalizzando la prostituzione? Come dovrebbe funzionare? Sono piuttosto d'accordo con te quando dici che è un fenomeno da capire, analizzare, aiutare chi sta soffrendo un disagio e cerca un'altra donna. Questo pensiero ti nobilita molto, piuttosto.