Alla Olga il premio delle Pari opportunità
RICONOSCIMENTO. Cerimonia in Comune con l'assessore Di DioL'autore: «Raffigura la maggioranza della gente»
Il Comune premia la Olga e il suo cantore, Silvino Gonzato. Una donna e un uomo e quindi pari opportunità. Ma questa modalità di intendere il vivere civile vale anche per la rete di personaggi della «Posta della Olga», che da otto anni propone su L'Arena le opinioni del ragionier Doliman e quelle del filosofo Strusa, unite alle scanzonate meditazioni del cinese Tan detto Tano e dei leghisti "apolitici" del bareto, in dialetto misto italiano e gergo da strada. Tutti protagonisti, con uguale dignità. Ed è proprio l'assessorato alle Pari opportunità, guidato da Vittorio Di Dio, a consegnare al giornalista e scrittore Gonzato il Premio Pari opportunità, che riceverà mercoledì prossimo, 23 novembre, alle 17, nella buvette della Gran Guardia.
L'autore della rubrica «La posta della Olga» - racchiusa già in due libri andati a ruba - è il primo a vedersi assegnato un premio nato, come ricorda di Dio annunciando l'incontro di mercoledì, «dall'esigenza di premiare, dandone risalto e importanza, le persone singole, le associazioni, le istituzioni o quelle attività culturali o sociali che a vario titolo, sia con interventi scritti sia con opere sociali, si sono contraddistinte nel promuovere azioni positive in grado di dare effettivamente voce a opinioni, idee, proposte e fatti concreti a favore di chi spesso non trova occasioni o spazio per esprimersi».
Ecco così il riconoscimento alla Olga, che scrisse nel 2002 una prima «lettera» al nostro giornale, con la penna di Gonzato, per denunciare quanto fosse assurdo che nei supermercati italiani si trovassero le pesche spagnole e le fragole israeliane, mentre per assaggiare le nostre pesche e fragole avremmo dovuto andare all'estero. «La Posta della Olga è il pensiero di una cittadina "comune" che rilegge, con la chiave dell'ironia e della satira, la cronaca quotidiana di Verona, offrendo pari opportunità nel raccontarsi», aggiunge Di Dio. «È una lettura mai ipocrita o tendenziosa, che riesce a interpretare alla perfezione quella "vox populi" che spesso è più vicina alla realtà di quanto si possa pensare».
Gonzato, a L'Arena per una vita, oltre ad aver scritto per Il Giornale di Montanelli, autore di quattro romanzi e di due libri di reportage e di cinque volumi di satira sociale, ammette, ringraziando il Comune per il premio, che la Olga è nata quasi per caso ma poi, visto il gradimento dei lettori, gli si è cucita addosso. «La Olga rappresenta la stragrande maggioranza della gente», commenta l'autore, «ripropone i pensieri e le discussioni delle famiglie, dei condomini, della strada e del bareto, un luogo in cui s'incontrano l'imprenditore e l'operaio, il datore di lavoro e il dipendente, il marocchino e il veronese "de soca" e tutti quei nuovi veronesi ,che si prendono in giro ma fraternizzano. Non c'è luogo in cui l'integrazione sia riuscita meglio che nel bareto». Gonzato è anche biografo di Emilio Salgari, lo scrittore veronese «padre» di Sandokan, che verrà ricordato l'anno prossimo, in occasione dei 100 anni dalla scomparsa, con iniziative promosse pure dell'assessorato alle Pari opportunità. Come? Ricordando le donne protagoniste dei romanzi sulla «Tigre della Malesia». E.G.
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