05.07.2012
BELFIORE. Clamorosa protesta al momento delle premiazioni della 18a edizione della manifestazione fra le contrade. Sotto accusa l'accordo fra Porcile (che poi ha vinto), Cantarane e San Luigi: la giuria esclude i tre rioni e premia di nuovo Stra' ma la scelta divide e fa arrabbiare il pubblico
Belfiore. «E' stato tradito lo spirito del palio»: si è conclusa tra le polemiche la 18a edizione della sfida fra le contrade di belfiore disputatasi in piazza della Repubblica. Proprio nell'edizione che avrebbe dovuto segnare la maturità raggiunta della manifestazione, organizzata dalla Pro loco, è andata in scena una protesta clamorosa. Uno spettacolo deprecabile, al quale hanno assistito bambini e ragazzi che credevano fino a quel momento di essere a una festa. Durante la cerimonia di premiazione, attorno a mezzanotte, è iniziata una durissima contestazione da parte dei contradaioli. Nel mirino la giuria (i carnevalanti dalla provincia) e gli organizzatori (la Pro loco), non tanto per la vittoria, indiscutibile, che è andata a Porcile con pieno merito. Ma i «buu» e le offese che sono piovute dalle gradinate, con evidente imbarazzo degli organizzatori, sono arrivate alla proclamazione del «premio folklore», assegnato a Stra'. Stando a quanto precisato dalla presidente della giuria, Ottorina Danese, tre contrade su cinque, ossia Porcile, Cantarane e San Luigi, «si sono escluse automaticamente e quindi sono state eliminate dal premio folklore, per essersi messe d'accordo nel fare una presentazione del tema unitaria. Questo va in palese contrasto con il regolamento, che prescrive che ogni contrada deve presentarsi per il folklore singolarmente», ha spiegato Danese. Tra le due contrade superstiti, San Rocco e Stra', la giuria ha scelto ancora una volta il folklore di Stra', premio che nelle ultime edizioni è sempre stato appannaggio del rione giallo. Ma proprio per questo, le tre contrade escluse dal premio avevano cercato di proporre qualcosa di diverso per arginare lo strapotere di Stra'. «Avremmo auspicato, dato il raggiungimento della maggiore età, che le cinque contrade si fossero messe tutte d'accordo per presentare una coreografia unitaria, ma così non è stato», ha suggerito Ottorina Danese. «Per forza, è stata proprio la Stra' a tirarsi indietro quando abbiamo cercato di farla assieme. Dunque, perchè premiarla? Forse perchè sia la presidente della Pro loco che la presidente della giuria sono della Stra'?», hanno replicato dai tre rioni esclusi. La contrada Cantarane, in palese polemica con la Pro loco, ha esposto in piazza una scritta: «Noi il folklore ce l'abbiamo nel cuore», striscione appeso poi all'ingresso della contra'. Tra le grida «buffoni» e «venduti» all'indirizzo degli organizzatori, a questo punto la presidente della Pro loco, Assunta Micheletti, ha preso in mano il microfono per condannare i cori offensivi: «Ottorina non abita nemmeno a Belfiore, dunque l'accusa la rispediamo al mittente», ha detto all'indirizzo dei contestatori la presidente Micheletti. Ma il clamore e le proteste delle tre contrade penalizzate, che ha soverchiato gli hurrà della Stra', non si è placato, nemmeno finita la cerimonia. Le discussioni sono proseguite e gli animi si sono ulteriormente esacerbati. Insomma, il tema del folklore «Buon 18° compleanno Palio: sei diventato maggiorenne», proprio non è andato d'accordo con il clima che si è creato in paese dopo la manifestazione. E di tradimento dello spirito originario del Palio, parlano anche i fondatori della manifestazione, che ha preso avvio nel 1995. «Questo non è più lo spirito con il quale abbiamo fatto nascere la manifestazione, che doveva unire il paese», commenta l'ex sindaco Gianfranco Carbognin. «Non si possono sentire insulti piovere dalle gradinate», sentenzia amareggiato Carbognin, «se fossi stato io il sindaco, in quel momento avrei preso in mano il microfono e avrei fermato tutto, altro che dare i premi». «L'epilogo del palio mi lascia sgomento», conferma Agostino Fedrigo, uno degli artefici delle contrade, tra i fondatori della manifestazione, promotore del Palio nelle prime edizioni con altri giovani del paese e con l'amministrazione comunale. «Com'è possibile mettere nel regolamento che le contrade non si possono mettere d'accordo per presentare una coreografia in piazza?», lamenta Fedrigo. «Non abbiamo certo creato un palio per dividere. Semmai, si doveva premiare proprio lo spirito che è andato al di là del regolamento, unendo tre rioni». «Insomma, lo spirito originario del Palio delle contrade è stato tradito», concludono all'unisono i due promotori Carbognin e Fedrigo, «qualcosa non funziona a distanza di 18 anni dall'avvio della manifestazione, nata con ben altro spirito. Qualcosa si è perso per strada. Adesso serve l'intelligenza da parte degli organizzatori, perché una manifestazione così bella, non vada completamente alla deriva».
Zeno Martini
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