26.06.2012
RONCÀ. Il sindaco, arrabbiato perché la trasformazione dell'ex Base Logistica non decolla, fa le pulci al ministero e all'Agenzia del Demanio. Ha scoperto che gli alloggi di servizio dei militari non sono esentati e che i numerosi edifici sul monte Calvarina non risultano al Catasto
Il Comune di Roncà fa l'accertatore e il sindaco Roberto Turri scrive al ministero della Difesa e all'Agenzia del Demanio: «La legge è uguale per tutti e dunque pagate l'Ici degli ultimi cinque anni e l'Imu». Il primo cittadino del Carroccio non ne può più di sentirsi vessato, lui e i suoi cittadini, e soprattutto non manda giù che quel progetto virtuoso che permetterebbe di utilizzare l'ex base Logistica dell'Aeronautica per farla diventare polo assistenziale per anziani e disabili, si imbatta continuamente in nuovi ostacoli. E così, copiando lo stile ispettivo del Governo Monti e dell'Agenzia delle entrate, ci ha messo del suo.
«A Roncà, in via Viola, ci sono quattro villette occupate da avieri ed ex avieri che sono dipendenti del ministero della Difesa. Sono beni che con la Finanziaria 2007 non sono passati al Demanio», spiega Turri, «e così mi sono messo a cercare. Ebbene, ho scoperto che tre recenti pronunce della Corte di Cassazione (due del 30 settembre 2011 e la terza del 6 ottobre scorso, ndr) sanciscono che nessun esonero dall'Ici sia riconoscibile agli alloggi di servizio delle caserme concessi in locazione o in comodato al proprio personale. Non l'ha spuntata dunque il ministero perchè l'esenzione prevista per legge è applicabile ai soli immobili di proprietà dell'amministrazione e destinati a fini istituzionali, e quelle villette sono abitazioni».
Turri ha messo sotto gli uffici per verificare se ha ragione, e cioè se per quegli alloggi la Difesa abbia mai versato una lira fino al 2002, o un euro negli ultimi dieci anni, di imposta sulla casa. E ha anche chiesto ai suoi funzionari non solo di calcolare il monte Ici arretrato ma anche il totale dell'Imu.
E non è tutto. «A me, come Comune, l'Agenzia del Demanio ha chiesto 26 mila euro per l'utilizzo delle autorimesse della Logistica. Mi sono chiesto come stessero le cose per l'Agenzia del Demanio, e l'ho fatto soprattutto dopo che, grazie ai rilevamenti aerei commissionati dallo Stato per scovare gli evasori, ha fatto emettere a Equitalia 167 cartelle per altrettante posizioni». E' un avvocato, Turri, e ci ha messo del suo. «L'Agenzia del Demanio mi ha confermato che i beni delle quattro strutture militari di Monte Calvarina esistono solo al catasto terreni. Peccato che sopra ci siano numerose palazzine: e allora ho fatto esattamente quello che ha fatto lo Stato, che di quei beni è proprietario pur avendo passato la gestione all'Agenzia del Demanio, cioè ho preparato una doppia cartografia che, attraverso una semplice sovrapposizione, fa vedere quello che risulta e quello che invece concretamente c'è. Non vale nemmeno in questo caso la finalità istituzionale perchè sappiamo tutti che quei beni sono stati dismessi e sono in qualche modo sul mercato, dal momento che l'Agenzia del Demanio ha cominciato a proporre ai Comuni competenti per territorio l'esercizio del diritto di opzione. E dunque io ho chiesto la puntuale verifica, il successivo accatastamento se avessi ragione ma anche che venga regolarizzata la posizione. L'Ici e l'Imu vanno pagate: mi spiace unicamente di poter tornare indietro di soli cinque anni».
Pare essersi documentato su tutto il sindaco leghista: «Le strutture sono inagibili? Nessun problema, applichiamo le aliquote al 50 per cento ma l'Ici e l'Imu si pagano. E' una questione di principio».
Paola Dalli Cani
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