sabato 18.05.2013 ore 23.35

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Oggi in piazza

12.06.2012

Il forte di San Briccio rinasce:
sarà un contenitore di cultura

LAVAGNO. Il complesso difensivo e i terreni verranno affidati dal Demanio al Comune: c'è un progetto di valorizzazione. Manca solo il protocollo d'intesa Un'associazione di volontariato curerà museo, concerti, mostre. Nell'area verde parco e vigneto

Uno scorcio del muro esterno del forte di San Briccio, vicino all'ingresso

Uno scorcio del muro esterno del forte di San Briccio, vicino all'ingresso
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 0

Lavagno. Il forte di San Briccio tornerà a pieno titolo alla comunità di Lavagno dopo quasi 130 anni dall'esproprio dei terreni che non fu indolore per la popolazione locale e dopo oltre un secolo di paura, determinata dalla presenza di un arsenale che avrebbe potuto incenerire il paese e le località vicine. Il sindaco Simone Albi e l'assessore al bilancio Stefano Ridolfi, che ha seguito in prima persona l'iter per l'acquisizione gratuita del bene dal Demanio, hanno dato la notizia per certa in occasione della serata organizzata per la presentazione del libro «All'ombra del forte», scritto a quattro mani da Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà. Manca soltanto il documento ufficiale di trasferimento, che potrebbe arrivare entro l'estate, preceduto dalla firma sull'accordo di valorizzazione, documento indispensabile per l'assegnazione gratuita del forte, che impegna il Comune al recupero conservativo del bene, alla sua valorizzazione e a una destinazione prevalentemente pubblica, che non esclude la partecipazione minoritaria dei privati per alcune funzioni. Dalla prima ipotesi di pagare il forte oltre due milioni di euro, alla successiva di ottenerlo in affitto a canone agevolato per un importo da seimila e 30mila euro all'anno, si è arrivati, grazie al decreto legislativo 85/2010, all'attribuzione a titolo gratuito al Comune vincolandolo a un progetto di valorizzazione e a un uso prevalentemente pubblico. «Ci siamo messi all'opera», hanno raccontato Albi e Ridolfi, «per la stesura di un programma e di un progetto che desse concretezza a quanto chiesto dal decreto legislativo, con vari incontri a Venezia durante i quali è stato presentato il progetto di fattibilità steso a titolo gratuito all'ingegnere Massimo Merzari e dall'architetto Fortunato Dal Ben e si è avviata la procedura che ha portato la Soprintendenza a formulare le proprie osservazioni, definendo alcuni dettagli importanti per il corretto restauro del manufatto. Lo scorso marzo il progetto è stato trasmesso al ministero per i Beni ambientali e il nostro lavoro è finito perché ora attendiamo di essere chiamati per la firma del protocollo di intesa che precederà il trasferimento effettivo del bene», ha annunciato Ridolfi. Che cosa diventerà il Forte di San Briccio? «Il Comune concederà temporaneamente il complesso alla gestione di una associazione di volontariato appositamente costituita, regolamentata e controllata dal Comune. Il 71 per cento del manufatto sarà destinato ad attività sociali gratuite: museo, concerti estivi, visite scolastiche, sede di associazioni, mostre permanenti e temporanee; la parte rimanente avrà una destinazione commerciale come cantina, esposizioni, mostre, concessioni d'uso temporaneo a pagamento.  Il 30 per cento dell'area esterna diventerà parco collinare attrezzato e il 70 per cento verrà utilizzata per attività agronomiche e commerciali come viticoltura e manifestazioni all'aperto», ha precisato il sindaco Albi. L'assessore al bilancio Ridolfi ha illustrato il piano economico, che prevede una spesa complessiva di 1,2 milioni di euro. Già per quest'anno sono destinate dalle casse del Comune 70 mila euro per la sostituzione del ponte in legno di accesso, la pulizia dalla vegetazione della cinta muraria interna e per attività di studio e progettazione dei lavori che dovranno essere portati avanti per stralci fino al 2018, fino all'intero ammontare della cifra a cui il Comune farà fronte con risorse proprie, lavoro del volontariato, affitto di terreni coltivati a vigneto Valpolicella Doc. Una parte del forte continuerà ad ospitare quanto è rimasto del materiale del museo della civiltà contadina, sorto per benemerita iniziativa del Centro culturale di Lavagno e chiuso in seguito alla dichiarazione di inagibilità del 1998. «Mi auguro che torni ad essere centro di aggregazione di tutte le associazioni, capace di coinvolgere le forze migliori impegnate nel sociale e nella cultura del paese», ha auspicato il sindaco, «e nei programmi di conservazione e sviluppo dovrà essere tenuto conto delle caratteristiche fisiche, morfologiche, ambientali, paesaggistiche, culturali e sociali del forte, compresi i vincoli posti a tutela, promovendone l'integrazione con le infrastrutture e i settori produttivi».


Vittorio Zambaldo

Commenti 0

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.