29.05.2012
SAN GIOVANNI LUPATOTO. L'appello di Alessandra Corsi ai ladri che martedì sera a Pozzo si sono introdotti in casa sua. Dall'appartamento sono spariti portatile, televisore, gioielli, fotocamera. Sul computer c'erano il testo e i grafici della tesi
San Giovanni Lupatoto. È disperata Alessandra Corsi, ventiquattrenne studentessa di Pozzo e il suo appello lo ha affisso anche sui lampioni della frazione. Ha scritto: «Chiedo aiuto a tutti. Mi hanno rubato il computer portatile e anche la chiavetta usb. Sopra c'era la mia tesi di laurea che devo presentare tra pochi giorni. Chiedo agli autori di rendermi, in forma anonima o comunque essi vogliano fare, almeno la chiavetta per consentirmi di laurearmi». Alessandra abita con papà Franco e mamma Roberta in via XXIV Maggio, in un edificio adiacente le scuole elementari Marconi. Racconta la signora Corsi: «Martedì sera eravamo andati tutti e tre alla sagra di Pozzo a fare i volontari, mio marito in cucina, Alessandra e io alla pesca di beneficienza. Siamo usciti di casa alle sette e a mezzanotte, quando abbiamo riaperto la porta, abbiamo visto il subbuglio e ci siamo resi conto di aver subito un furto. I ladri sono entrati sfondando una finestra laterale. Ci hanno rubato qualche gioiello, la televisione, il computer portatile e la macchina fotografica». Continua la mamma: «Abbiamo chiamato i carabinieri. I ladri sono entrati dal giardino e devono aver lasciato l'auto nel parcheggio della palestra, zona di forte via vai e poco controllata. Solo il giorno dopo ci siamo accorti che ci era stata sottratta anche la chiavetta usb dove Alessandra aveva salvato la copia delle sua tesi, oltre che sul pc». La studentessa, che ha sempre voluto fare la maestra, frequenta l'ultimo anno di Scienze della formazione all'Università di Padova e aveva concordato di presentare la sua tesi a giugno. La tesi è una relazione del suo tirocinio di tre anni svolto alle elementari Rosani di Verona, dove la giovane ha prestato la sua attività tra gli alunni, a fianco delle insegnanti titolari. La relazione riporta iniziative, osservazioni, esperienze di questi tre anni corredate di foto (che erano nella macchina fotografica, nel pc e nella chiavetta rubati) e disegni. Una parte della tesi era riportata su alcuni dischetti, pure questi sottratti. Quello che è rimasto ad Alessandra, della sua voluminosa documentazione, sono alcune stampate con le annotazioni del professore universitario che è relatore. Continua la madre di Alessandra: «Mia figlia è disperata. Se non ritrova i file non solo deve ricostruire tutto, ma non riuscirà a laurearsi a giugno. Così non potrà nemmeno sciogliere la riserva nelle liste del Provveditorato agli studi per mettersi in lista per le supplenze». Per risolvere tutti questi problemi la studentessa deve rientrare al più presto in possesso del computer o almeno della chiavetta. Il suo appello ha commosso Pozzo. Fra la popolazione della frazione è partito il tam tam di solidarietà, ma nessuno sa come entrare in contatto con i ladri. Da qui l'idea dei fogli appesi sui pali della luce e poi dell'appello. Dice una signora: «Speriamo che la coscienza dei ladri si smuova e che torni almeno la chiavetta». In effetti il valore economico della chiavetta è davvero irrilevante. Per la studentessa di Pozzo, invece, riavere la propria tesi vorrebbe dire laurearsi in tempo.
Renzo Gastaldo
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