mercoledì, 23 maggio 2012

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CAMBIA:

«Mi strattonava per la borsa ho pensato di dargli un calcio»

MONTEFORTE. Una donna scippata mentre tornava dalla messa: i banditi potrebbero aver colpito anche a San Bonifacio. Jole Temelin, 81 anni, ha anche il porto d'armi: «Paura? So solo che se li beccano e me li mettono davanti non so che cosa resta»
04/02/2012
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Jole Temelin racconta la dinamica dello scippo FOTOSERVIZIO AMATO

Monteforte. Scippata in pieno giorno e a ridosso del centro di Monteforte: è accaduto ieri alle 11.20 a Jole Temelin, 81 anni, che abita in via San Carlo. Proprio lì, a due passi da casa, è stata protagonista di uno scippo «mai accaduto nemmeno in tutti gli anni che ho vissuto a Milano». Tutte le mattine esce di casa e seguendo un percorso abituale va in chiesa: lungo la strada, all'andata come al ritorno, fa capolino in questo o quel negozio e poi torna a casa. E proprio sulla via del ritorno, ieri, poco dopo aver imboccato via San Carlo, che è una delle traverse della centralissima via Dante, ha vissuto attimi di grande paura. «Stavo camminando verso casa quando ho visto arrivare un'auto scura dalla direzione opposta. Era un'utilitaria Fiat, ricordo bene lo scudetto rosso sul davanti. E' sceso un uomo che stava parlando al telefono. Aveva gli occhiali scuri e un berrettone in testa, e ha proseguito a piedi mentre la macchina è ripartita. Dopo un attimo», racconta la donna, «l'ho visto con un balzo attraversare le strada e venire sul marciapiede sul quale stavo camminando io». Poco dopo, quando i due si sono incrociati, è accaduto tutto: «L'uomo mi ha strattonato per rubarmi la borsa. Ho opposto inizialmente resistenza, ma quello tirava», racconta la signora, che passa dallo spavento alla rabbia. «Ho pensato di tirargli un calcio ma non sapevo come poteva finire. So solo che in un attimo la macchina da cui era sceso è arrivata alle nostre spalle e lui è saltato su al volo con la mia borsa». La donna s'è messa a gridare, «ma non se n'è accorto nessuno. Meno male che le chiavi di casa le tengo sempre in tasca. Sono arrivata a casa, ho bevuto un bicchier d'acqua e ho chiamato i carabinieri». E' proprio furiosa la signora, un «bersagliere» in gonnella che sottolinea di possedere pure il porto d'armi, non si cruccia dei 50 euro volatilizzati ma della borsa di pelle di tartaruga pagata 60 mila lire trent'anni fa, «che chissà che fine avrà fatto!». «E' da un po' che spesso vediamo persone fermarsi, a coppie, lungo queste strade. Ovviamente non sai se sono residenti oppure no, ma certo si notano perché si guardano attorno con grande attenzione. Di una cosa sono sicura», dice, «e cioè che mi è andata bene. Da una cosa simile accadutale quattro anni fa una mia amica non si è più ripresa. Era stata trascinata per terra». A pensarci su abbozza anche un identikit: «Un ragazzo sui 25 anni, più basso di me, in tuta color carta da zucchero, di pelle chiara. Altro non so, non ha detto una parola». La signora riferisce di aver poi saputo che la segnalazione di una macchina più o meno corrispondente alle forze dell'ordine era già arrivata per un episodio simile accaduto in via Oberdan, a San Bonifacio. «So solo che se li beccano e me li mettono davanti non so cosa resta», dice furiosa. Paura? «Che cosa?», dice lei. «Domattina (oggi per chi legge, ndr) faccio quello che faccio di solito e vado via con una borsa ancora più grande». Non è una che la manda a dire e racconta che lei di qualche villano che occupa il marciapiede e ti costringe a camminare sulla strada non si preoccupa: «Un giorno c'erano due ragazzi rumeni. Ho detto che dovevo passare e loro mi hanno risposto che dovevo chiedere il permesso. Poi han fatto i gradassi tra loro parlando nella loro lingua. A quel punto li ho invitati a dire quelle cose alla loro madre: al loro stupore ho risposto che il rumeno è una delle sei lingue che conosco. Quando sono uscita da messa», racconta, «erano in sei. Da lontano li ho invitati ad avvicinarsi ma sono scappati a gambe levate!». A quelli ci ha pensato lei: ai due di ieri ci penseranno carabinieri e vigili perché gli occhi elettronici su via Dante potrebbero anche dare una mano.

Paola Dalli Cani




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