mercoledì, 23 maggio 2012

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CAMBIA:

L'ex Saifecs accoglierà negozi, pizzerie e bar

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Nuovo accordo tra Comune e rappresentanti del commercio. L'idea che verrà proposta alla proprietà è di trasformare parte dell'ex area direzionale in volumi per «artigianato di servizio»
25/01/2012
Zoom Foto
L'area dell'ex Saifecs ospiterà negozi e artigianato di servizio

San Giovanni Lupatoto. I commercianti hanno ottenuto quello che volevano nell'incontro con l'amministrazione comunale sul nuovo piano di recupero Saifecs. Scongiurato il rischio che nell'area dell'ex cartiera sorga un centro commerciale, a poca distanza dalla piazza centrale di San Giovanni Lupatoto. All'incontro svoltosi in municipio hanno partecipato il sindaco Fabrizio Zerman e l'assessore al commercio Luciano Novarini, per Confcommercio il dottor Paolo Caldana e Vittorio Diazzi e per Confesercenti il direttore Fabrizio Tonini e Roberto Bianchini. A destare la preoccupazione dei negozianti era la possibilità, prevista dalla proposta della proprietà, che i volumi commerciali dell'intervento salissero dagli iniziali 10mila a 25 mila metri cubi. La richiesta era infatti che ai 10mila metri inizialmente previsti con questa destinazione si aggiungessero altri 10mila (prima a destinazione direzionale), e inoltre altri 5mila.  Commenta il sindaco: «Il confronto è stato costruttivo. Abbiamo chiarito che l'amministrazione comunale non è intenzionata a vedere realizzato un altro centro commerciale mentre ritiene opportuno che nell'area sorgano i negozi di vicinato, al servizio del nuovo insediamento residenziale. La soluzione ipotizzata, che non pare sgradita neppure ai commercianti, è che i diecimila metri cubi di direzionale vengano adibiti ad «artigianale di servizio». In pratica in questi spazi potrebbero sorgere negozi che vanno dal calzolaio alla farmacia. In questo quadro non sembra plausibile l'aggiunta di altri 5 mila metri cubi commerciali». Continua Zerman: «Le famiglie che andranno a risiedere nell'area Saifecs hanno bisogno di negozi comodi alle residenze ma ciò deve avvenire in un rapporto di equilibrio fra residenziale e commerciale. Prenderemo una posizione ufficiale non appena disponibile il parere del comitato di cittadini». Vittorio Diazzi, rappresentate storico dei commercianti lupatotini, aggiunge: «Abbiamo fatto presente la necessità di una crescita equilibrata fra residenziale e commerciale, specie per quanto riguarda le esigenze di sopravvivenza dei negozi del centro storico, e abbiamo trovato condivisione. Tutti sono coscienti del momento delicato che sta attraversando il piccolo commercio. Abbiamo sottolineato che anche la proprietà non può fare gli errori che già sono stati fatti in altri casi in paese e per questo va cercata una soluzione che tuteli i vari interessi in gioco». Prosegue Diazzi: «A noi sarebbe piaciuta anche la proposta dell'assessore Novarini, che vede i 10mila metri cubi di direzionale restare tali per tremila, mentre settemila sarebbero adibiti ad artigianale di servizio: ristoranti, palestre e pizzerie». Conclude Diazzi: «Fare troppi negozi sarebbe deleterio per tutti e per la proprietà si correrebbe il rischio che una parte delle superfici rimanga invenduta. Senza contare che un negozio attira traffico quanto cento case. Chi deve tutelare i cittadini dall'inquinamento non può non tenerlo presente».  

Renzo Gastaldo

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