mercoledì, 23 maggio 2012

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Montefortiana, in 20mila sfidano il freddo

FESTA DI SPORT. Grande lavoro dei volontari per regalare al popolo dei podisti una giornata indimenticabile. Un successo nonostante il gelo delle prime ore del mattino, sconfitto dalla passione dei partecipanti e dal sole che ha inondato i protagonisti della manifestazione
23/01/2012
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La partenza del trentasettesimo Trofeo Sant’Antonio Abate - De Megni tra palloncini rossi e saluti festosi FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

Monteforte. Montefortiana 2012, per ventimila uno spettacolo da far venire i brividi. Non s'è azzardato nessuno, alle 5 di ieri mattina, a guardare il termometro. E nessuno l'ha fatto fino alle 9.30 perché solo a quell'ora il “comfort” di un freezer ha ceduto il passo ad un sole prima timido e poi sempre più sfacciato. E dire che, padrona della notte della vigilia, era stata una nebbia gelida che ha reso insidiose tanto le strade quanto i sentieri della Montefortiana.
Freddo pungente, ghiaccio che si è rivelato insidioso per una decina di persone scivolate lungo i percorsi. Il più “gettonato” da questo punto di vista il Monte Foscarin. Sul palcoscenico approntato in tre paesi, cioè Monteforte d'Alpone, Soave e Montecchia di Crosara, ieri è andato in scena il trentasettesimo inedito spettacolo della Montefortiana. Non sembri una contraddizione: la storia della manifestazione è lunga 37 anni ma alla fine ogni edizione è unica ed irripetibile. È anche per questo, del resto, che c'è gente che ci torna da anni, circostanza incomprensibile se la trama fosse sempre la stessa. Lo sa bene anche Larry Yu-yuan Wang, ambasciatore della Repubblica di Cina presso la Santa Sede che da anni, grazie anche al sostegno che la Montefortiana garantisce ai padri Camilliani impegnati a Taiwan, diventa montefortiano per due giorni e dimostra di non aver perso l'abitudine a stupirsi.
Se ne compiacciono i volontari del Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone-De Megni, ideatore e organizzatore della manifestazione assieme a quasi un migliaio di volontari, il sindaco Carlo Tessari che è l'orgoglioso padrone di casa, e ventimila podisti che hanno lo stesso sentire.
Tradizione per tradizione, nemmeno il gelo ha fermato le partenze anticipate: forse quest'anno, però, le centinaia di persone che si sono incamminate dalle 6 lo hanno fatto anche per garantirsi la circolazione sanguigna. È grazie a loro, e al progressivo calpestio, se molto del ghiaccio formatosi nella notte si è sciolto prima dell'ondata più massiccia.
Alle 8 il via ai cinquecento “scalatori” dell'Ecomaratona-Clivus, su 42 chilometri.
Poi il botto dei trombini dei Pistonieri dell'Abbazia che ha messo in moto i 16 mila non competitivi del Trofeo Sant'Antonio Abate-De Megni. Ci son voluti 20 minuti per vederli sparpagliarsi lungo via Cervia. Tra loro gli arcolesi Manuel Cavallon e Marco Zanolla assieme a Tony La Manna dalla Valpolicella (ipse dixit): alla terza Montefortiana hanno scelto il percorso da 14 chilometri che percorreranno grazie al combustibile nello zaino, cioè una bella bottiglia di grappa. C'è anche il piccolo Manuel, tre anni, imbacuccato nel passeggino spinto dal papà Stefano Paltrinieri, emiliano. E c'è pure Luca Zanini, diciottenne soavese che s'è portato lo skateboard convinto di poterlo usare su alcuni tratti del percorso da 9 chilometri.
Passata l'onda del trofeo del patrono, prendono il via i 1.400 competitivi della Maratonina Demmy e, tra loro, gli atleti Alpini che corrono per il loro Campionato italiano. Si incroceranno, almeno in un paio di occasioni, col passo libero del popolo della Montefortiana.
Accade ad esempio a Soave, dove Augusto Rossetto ha deciso di festeggiare i suoi primi 42 anni: ha due bottiglie di Lessini Durello nello zaino che apre per i 15 amici del gruppo che lo accompagna e che arrivano da Montecchia di Crosara, Vicenza, San Michele Extra e, come lui, San Giovanni Ilarione. Un fresco ventiduenne festeggia al ristoro dal Paciani e per strada c'è chi chiede di fare gli auguri al “Fabieto de Caldier”, pure lui a quota 42.
Per strada c'è chi si ferma e si gode il sole col giornale tra le mani: è il regalo, cioè la copia de L'Arena gratuita tanto sabato quanto ieri, che il Comitato Fiasp ha deciso di fare al popolo del podismo veronese ad ogni gara del suo circuito. Tra Monteforte e i quattro percorsi di gara sono sparpagliati quali mille volontari: alla sicurezza ci pensano 115 volontari di Protezione civile delle squadre Ana, 37 volontari del soccorso del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana con 6 ambulanze ed un mezzo fuoristrada, 10 volontari del Gruppo fuori stradisti veronesi Gfv 4x4 con 8 mezzi, e poi vigili, carabinieri, Polizia provinciale, cacciatori.
Il sole è alto, l'umore di più e Giovanni Pressi, presidente del Gsd Valdalpone - De Megni, pur se stanco dopo questa due giorni di manifestazioni, alza i calici: «I commenti dei partecipanti sono positivi e questo gratifica molto e ripaga del lavoro dell'intera organizzazione», afferma.
La ricetta del successo la sintetizza lui stesso subito dopo: «Coinvolgimento della gente, prodotti tipici, ospitalità, disponibilità e solidarietà». Abbastanza per fare un brindisi, magari con i vini di un territorio che, mai come quest'anno, col paesaggio è stato promosso a pieni voti dal popolo in corsa.

Paola Dalli Cani

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