Guasta la caldaia del Guarino In 400 a casa per il freddo
SAN BONIFACIO. Nella parte vecchia dell'istituto in aula c'erano 11 gradi, i ragazzi si sono rifiutati di fare lezione. Il preside vista la complessità della riparazione ha deciso di sospendere le lezioni, tutto regolare per gli altri 400 studenti
San Bonifacio. Il freddo di questi giorni ha messo ko anche l'impianto di riscaldamento dell'Istituto Guarino Veronese, che ieri mattina ha costretto metà degli 800 studenti della scuola a tornarsene a casa: infatti in una parte dell'edificio la temperatura era di appena 11 gradi. Gli studenti del settore dell'edificio rimasto al freddo, vista la situazione, subito dopo il suono della campanella di inizio lezioni si sono radunati nell'atrio della scuola rifiutandosi di entrare in classe. Avvertito il preside Mario Nogara, che dirige anche l'istituto Dal Cero, questi è arrivato poco dopo. Subito i rappresentanti di classe e di istituto gli hanno esposto il problema. Il preside ha quindi chiamato i tecnici dell'azienda che ha in appalto la manutenzione dell'impianto, pregando gli studenti di pazientare nell'atrio della scuola in attesa della verifica del guasto. Constatato che i tempi per la riparazione non erano prevedibili, il preside ha mandato a casa i circa 400 studenti delle 19 classi dei licei scientifico, classico e linguistico interessate al guasto, mentre sono rimasti a fare lezione nelle aule riscaldate i 200 studenti delle nove classi di scienze sociali. I 160 ragazzi delle prime classi del Guarino Veronese che sono ospitate nell'istituto Luciano dal Cero non hanno avuto invece alcun problema. Il preside Nogara ha quindi avvertito, come vuole la prassi in questi casi, i carabinieri, la Provincia, responsabile della gestione e manutenzione della scuola, e ha inserito la notizia della situazione sul sito internet della scuola, riservandosi di aggiornarlo nel caso il guasto imponesse tempi più lunghi per la riparazione, che comunque si è conclusa entro il tardo pomeriggio. La riparazione non è stata semplice, dato che l'unica caldaia della scuola alimenta almeno due linee di riscaldamento, distribuite in diversi settori dell'edificio, intrecciate tra loro in un intrico notevole, risalendo l'impianto agli anni '50, quando fu costruito il primo edificio: allora per l'Avviamento industriale, diventato poi scuola media, quindi istituto magistrale e infine liceo, con l'aggiunta di un secondo corpo di fabbrica a quello originario. Si tratta dunque di lavorare tra tubazioni in ferro di un impianto obsoleto, che già «funzionava così-così», precisa Nogara, «ma che ha palesato tutti i difetti, ed ora sono venuti al pettine». La scuola, ancora di proprietà del Comune, sta per essere trasferita alla Provincia che, responsabile della gestione, ha recentemente provveduto alla messa a norma degli impianti, costruendo anche nuovi servizi. Il preside ha elogiato gli studenti: «Sono rimasti per un'ora e mezzo ammucchiati nell'atrio della scuola, mantenendo la calma e uscendo poi in buon ordine». All'inizio della mattinata però, precisa una studentessa della IV F dello scientifico, «ci eravamo riuniti nell'atrio anche per protestare contro il ritardo dei lavori nella riparazione della breccia apertasi in seguito al terremoto dello scorso autunno nel muro della nostra aula; poi si sono aggiunti a noi anche gli studenti che protestavano per il freddo». E aggiunge: «Da quella crepa fuoriescono ogni tanto sassolini e sabbia di intonaco e nonostante ci fosse stato assicurato che si sarebbe provveduto a tamponare con una piastra entro Natale, il buco rimane aperto». Interpellato anche su questo problema, Nogara dice: «La breccia che si è aperta corrisponde al punto di giunzione tra i due copri di fabbrica, a suo tempo tamponato con del semplice cemento, che si è sgretolato in occasione del recente terremoto sul Garda. Sono intervenuti i tecnici sia del Comune che della Provincia: ci hanno dato la garanzia assoluta che non esiste pericolo alcuno, preannunciando la chiusura della giuntura con una piastra di plastica per evitare la fuoruscita di briciole di materiale». «Purtroppo», sottolinea il preside, «un' infelice battuta di un professore, ingiustificatamente allarmistica e ascoltata dagli studenti, ha creato il caso, che in effetti non esiste, preoccupando ragazzi e famiglie». Infatti i genitori di alcuni studenti della sezione hanno telefonato all'Arena esprimendo le loro preoccupazioni. Il preside assicura che la piastra in questione verrà collocata nei prossimi giorni. Intanto la vicepreside del Guarino, Silvana Tebaldi, riferendosi alla forzata interruzione delle lezioni a causa del guasto al riscaldamento, afferma: «Avviene in un momento cruciale dell'anno scolastico, creando disagio e preoccupazione sia negli studenti che negli insegnanti alle prese con il completamento dei programmi».
Gianni Bertagnin
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