Caldiero, via libera alle abitazioni per duecento nuovi residenti
CALDIERO. Aggiunti oltre cinquemila metri cubi di edilizia residenziale, unico voto contrario quello di De Robertis. Dieci le opere inserite a larga maggioranza nel terzo Piano degli interventi, cinque delle quali prevedono un accordo di programma con i privati
Caldiero. Sono dieci gli interventi previsti nel terzo Piano degli Interventi di Caldiero, cinque dei quali prevedono un accordo di programma tra Comune e privato. A larga maggioranza con il solo voto contrario di Giancarlo De Robertis Lombardi il Consiglio comunale ha inserito nel Piano i dieci interventi, recependo contestualmente gli accordi di programma. In totale sono stati aggiunti 5.118 metri cubi di edilizia residenziale: «Con questo Piano arriveranno quasi 200 abitanti in dieci anni», ha avvertito il tecnico estensore del piano, architetto Alessio Pasetto.
Il primo intervento inserito nel Piano degli interventi riguarda due aree edilizie a ridosso della nuova lottizzazione Lavandari, riclassificate come aree di completamento. Il secondo interessa la località San Pietro, dove Alberto Tessari ha chiesto di fare un accordo di programma con il Comune per poter costruire per complessivi 850 metri cubi.
Terzo intervento previsto, quello che riguarda la riconversione dello stabile dell'ex consorzio agrario, proprietà di Ottavio Pasquali, dove erano già previsti 11 mila metri cubi di volume residenziale, da realizzare però adesso con un accordo di programma. Accordo tra pubblico e privato anche per la proprietà di Franco Storari in corso De Gasperi, dove già erano previsti 4 mila metri cubi da costruire. Se ne potranno edificare complessivamente 16 mila, ma verranno realizzati una strada di accesso, un'area verde e parcheggi.
Quinto intervento in via Musi, nella proprietà Stevanella, dov'è prevista un'unica unità abitativa di 850 metri cubi su un tessuto esistente già residenziale: anche per questo intervento è previsto l'accordo pubblico-privato. Accordo anche per la proprietà di Claudio Dalla Verde, ancora in via Musi, dove sono previste due unità abitative per un totale di 500 metri cubi.
Nella lottizzazione Bambare l'amministrazione comunale ha inserito 7.700 metri cubi come zona Peep, ossia un'area per l'edilizia popolare. In via Roma, nell'ex casa Milani di proprietà dell'Ater, è stato creato un credito edilizio di 2.700 metri cubi che l'Ater potrà recuperare in un altro appezzamento che il Comune le assegnerà, destinato ad edilizia popolare. In cambio l'ex casa Milani ha acquisito un interesse pubblico e al suo posto il Comune è intenzionato a creare parcheggi (in una zona molto carente di posti auto), piazza e verde pubblico.
Gli ultimi due interventi, di modesta portata, sono previsti a Caldierino per un tratto di strada non più usato come tale e per un lotto produttivo classificato come zona di completamento residenziale.
«In cartella non c'erano gli accordi di programma», ha lamentato De Robertis de Lo Sperone, che ha votato contro il Piano. «È vero che fa comodo in questo momento recuperare soldi, ma le vostre intenzioni in prima istanza erano di ben altre dimensioni, visto che sono arrivate in Comune 30 richieste e ne sono state accolte solo dieci».
«La zona attorno all'ex consorzio agrario è già intasata», ha aggiunto De Robertis, «e serve una strada di accesso per migliorare la viabilità».
«Miriamo a una edificabilità di qualità e non di quantità», ha risposto il sindaco, Giovanni Molinaroli. «Sono d'accordo anch'io sulla strada di accesso all'ex consorzio agrario, che non mancheremo di chiedere. Sebbene lì la proprietà avrebbe potuto costruire, anche senza sottoscrivere alcun accordo con l'ente locale».
«La casa Milani va espropriata all'Ater e non va pagata con questo credito edilizio», ha rimbrottato Giuseppe Chiecchi di Progetto Caldiero. «È giusto fare un parcheggio e creare uno spazio pubblico, ma senza dare niente all'Ater che in tutti questi anni non ha realizzato nulla, nonostante gli abbiate concesso una proroga». «Gli accordi di programma vanno a favore del Comune, perché con questi si vanno a realizzare opere pubbliche che il Comune con i soli mezzi propri non riuscirebbe a fare», ha spiegato l'assessore ai tributi, Fabio Franchi. «Per noi, questa è la soluzione ideale per l'ex casa Milani, in modo da scrivere la parola fine su questa penosa vicenda».
Zeno Martini
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1 Riky 66 16/01/2012 13:02 1051 commenti
Scherzi???? Le chiedevano a gran voce,per migliorare la qualità della vita ed arricchire i soliti palazzinari cementificatori....