mercoledì, 23 maggio 2012

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CAMBIA:

Dimesso dall'ospedale, muore tornando a casa

TRAGEDIA. Si è sentito male la sera di Santo Stefano sulla Regionale 11 vicino a Soave. Era in auto con la moglie. Aperta inchiesta, accertamenti disposti dal pm per chiarire le cause della tragedia. Ipotesi omicidio colposo
28/12/2011
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L'ingresso del Policlinico di Borgo Roma. L'uomo era stato dimesso in mattinata dal pronto soccorso

Soave. È morto sotto lo sguardo disperato della moglie. Era lei alla guida dell'auto mentre il compagno di una vita si è sentito male. Ha accostato sul ciglio della strada per dare il primo soccorso al sessantenne. È stata ancora lei a chiamare il 118 lanciando l'allarme mentre il marito smetteva di dare segni di vita. E sempre lei ha assistito agli ultimi, disperati tentativi dei sanitari di Verona emergenza di rianimare in auto chi era al suo fianco nel tragitto verso l'abitazione di San Bonifacio.
È morto così nel giro di pochi minuti un sessantenne la sera di Santo Stefano sulla Regionale 11 tra Caldiero e Soave in direzione di San Bonifacio. Sul posto, sono intervenuti anche i carabinieri.
Per il sessantenne, però, ogni tentativo di rianimarlo è stato vano ed è morto poco tempo l'arrivo dell'ambulanza di Verona emergenza. È stato avvisato subito il pm di turno, Gennaro Ottaviano che, a poche ore dalla tragedia, ha disposto l'autopsia, prevista per oggi. È stato aperto così un fascicolo per far luce sulla morte del veronese. La procura vuole risalire alle cause del decesso perchè sempre nella giornata di lunedì, il sessantenne (di cui non sono state fornite le generalità) si era recato al pronto soccorso di Borgo Roma perchè aveva avvertito un forte malessere. Dopo i controlli, però, era stato dimesso dai medici dell'urgenza del Policlinico. Ora toccherà all'autopsia chiarire gli aspetti di questa tragedia. Oltre a far luce sui motivi della morte, il medico legale, nominato oggi dalla procura, dovrà chiarire se c'è un nesso casuale tra le dimissioni dall'ospedale e la morte del veronese. Fino a ieri, i famigliari del sessantenne non avevano presentato alcuna denuncia nei confronti dei sanitari di borgo Roma. La procura ha, comunque, disposto l'autopsia e l'accusa parla di omicidio colposo. In questi casi, inoltre, i medici, coinvolti nelle ultime cure prestate alla persona deceduta, vengono iscritti nel registro degli indagati. Ma si tratta di un atto dovuto per dare loro la possibilità di difendersi, nominando i periti di fiducia. Per conoscere data e ora dei funerali, si attende il nullaosta della procura. G.CH.




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