mercoledì, 23 maggio 2012

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CAMBIA:

Imbrattato il monumento dedicato agli eroi di Nassiriya

SAN GIOVANNI ILARIONE. Il Comune ha provveduto subito a pulire la lapide. Dal Cero ha fatto denuncia contro ignoti. Tutti uniti in paese nel biasimo e nella condanna del gesto. Gambaretto, ex carabiniere, così commenta: «Non credo si tratti di una ragazzata»
21/12/2011
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Il monumento ai caduti di Nassiriya sporcato da ignoti

San Giovanni Ilarione. Dieci, cento, mille volte idioti: è la traduzione, brutale ma efficace, del commento unanime all'imbrattamento di cui, l'altra notte, è stato vittima il monumento ai Caduti di Nassiriya. Dieci, cento e mille sono le tre cifre che ignoti hanno scritto con uno spray dorato sul marmo del monumento inaugurato nel novembre del 2004 per ricordare i carabinieri vittime dell'attentato in Iraq del 12 novembre 2003.
Lo chiesero i carabinieri in congedo appartenenti alla locale sezione dell'Associazione nazionale carabinieri e la proposta venne sposata dal Consiglio comunale in aprile.
Il monumento venne inaugurato nel corso di una solenne cerimonia che si volle far coincidere con l'omaggio annuale alla Virgo Fidelis, la patrona dei carabinieri.
Oggi come allora tanto gli ex carabinieri e i simpatizzanti iscritti all'associazione, quanto gli amministratori sono uniti nel biasimo e nella condanna del gesto.
«Vorrei pensare ad una ragazzata senza senso ma purtroppo mi vien da pensare ad altro», sottolinea Claudio Gambaretto, ex carabiniere, socio dell'Anc ilarionese ma anche assessore comunale.
«Quando stamattina (ieri per chi legge, ndr) sono arrivato in Comune, attorno alle 8.30, e ho visto quella scritta ho mandato giù il groppo in gola e ho chiesto subito all'ufficio tecnico del Comune di provvedere quanto prima alla pulizia della lapide», racconta. «Fortunatamente la vernice utilizzata non era indelebile».
Così è stato: già a metà mattina della scritta ingiuriosa non c'era più traccia.
«Tutta la sezione è molto infastidita ed offesa», aggiunge Gambaretto. «Ci siamo fatti anche un piccolo esame di coscienza come gruppo, ma non posso far altro che dire che siamo orgogliosi di questo gruppo e di quello che fa».
Il monumento è stato eretto nel giardino del municipio, quello che si affaccia su piazzale Aldo Moro, quello a cui guarda il retro della caserma dei carabinieri.
E così, ieri in paese, c'era anche chi quella scritta la metteva in relazione con l'intensa attività che da mesi sta vedendo impegnati i carabinieri del luogo sul fronte dei reati legati agli stupefacenti.
Non è un segreto per nessuno che gli uomini del comandante Andrea Santinelli, all'interno di un'intensa attività operativa su un territorio molto vasto e frammentato, abbiano messo in fila arresti su arresti per detenzione e spaccio e in paese ieri circolava anche questa ipotesi.
Dagli ambienti militari, comunque, nessuna dichiarazione o commento sull'accaduto. Certo è che le indagini sono cominciate subito e una mano, in qualche modo, l'ha data anche la denuncia contro ignoti presentata ieri dal sindaco Domenico Dal Cero.
«Secondo me è stata una cosa fatta tanto per fare», afferma, «ma resta il fatto che mi dispiace moltissimo. È un atto spregevole», continua, «che offende la sensibilità di chiunque e, cosa ancor più grave, è un vilipendio al sacrificio di dodici carabinieri, cinque militari dell'Esercito e due civili, cioè le vittime italiane della strage di Nassiriya, che in Iraq c'erano andati per ristabilire la pace».

Paola Dalli Cani




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