mercoledì, 23 maggio 2012

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In piazza contro Ca' del Bue Si salda il fronte della protesta

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Sono già 80 tra associazioni e comitati le adesioni alla manifestazione di sabato 9 ottobre. L'amministrazione comunale compatta nel promuovere la giornata di dissenso che punta a coinvolgere tutti i veronesi
25/09/2010
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L’impianto di Ca’ del Bue per il trattamento dei rifiuti

San Giovanni Lupatoto. In ottanta, esponenti di associazioni e gruppi di cittadini, si sono impegnati a partecipare, con almeno 10 aderenti per ciascun sodalizio, alla marcia contro l'inceneritore di Ca'del Bue che si farà sabato 9 ottobre alle 14.30, a Verona, con partenza dalla stazione di Porta Nuova e arrivo in piazza Bra.
È questo l'esito dell'incontro dell'amministrazione lupatotina con le associazioni, per lanciare e sostenere la manifestazione contro l'inceneritore.
Schierati nell'aula del consiglio comunale c'erano inoltre praticamente tutti i capigruppo delle forze politiche lupatotine.
Gli interventi sono stati aperti dal presidente del consiglio comunale Daniele Turella, che ha detto: «Saremo al corteo per far salire alto il nostro dissenso contro chi vuole riattivare l'inceneritore di Ca' del Bue. È questo il secondo filone sul quale ha scelto di muoversi il consiglio comunale. L'altro è quello della verifica, demandata ai legali, di possibili azioni legali contro la gara di appalto».
Ha proseguito Turella: «L'adesione dei lupatotini e dei veronesi a questa marcia deve essere altissima per fermare un mostro che divorerà quasi mille tonnellate al giorno di rifiuti e fanghi. A spaventarci è la questione sanitaria e i pericoli derivanti dalle nanoparticelle che saremo costretti a respirare, non solo a San Giovanni ma anche a Borgo Roma e a San Michele. Il 9 ottobre partecipiamo per dire no a quella follia che è Ca' del Bue ed a un futuro di Verona come pattumiera del Veneto».
Turella ha informato inoltre che sono stati coinvolti le testate giornalistiche di Report e Rai 3 per sollecitare il loro interessamento.
Gianpaolo Pasqualini, capogruppo FI, ha sottolineato: «Serve mobilitarsi perché la battaglia si vince a Verona, i cui abitanti devono rendersi conto delle ricadute dell'inceneritore anche sulla città; ricordiamoci che Treviso ha vinto questa battaglia proprio muovendosi in massa».
«Ca' del Bue raddoppia e la gente della provincia di Verona pagherà questo errore storico», ha aggiunto, per il Pd, Amabile Dal Sasso auspicando la discesa in campo anche degli agricoltori.
L'ex sindaco Remo Taioli ha posto in evidenza la necessità di coinvolgere i politici fino al livello regionale. Le tesi sulla necessità di coinvolgimento della città e dei politici sono state condivise anche dagli esponenti di varie associazioni, per primi i gruppi Verona reattiva, Comitato ambiente e salute, Comitato Verona Est, Insieme per Borgo Roma, che a Verona si oppongono alla realizzazione di Ca' del Bue proponendo sistemi alternativi di smaltimento dei rifiuti.
Tutti hanno sottolineato l'esigenza di alimentare in città il tam tam sulla partecipazione alla marcia e sul sistema dei riciclo come alternativa alla combustione dei rifiuti a Ca' del Bue. «La gente di Verona non sa che fine fanno i rifiuti e per questo va pensata e messa in atto una strategia di comunicazione», ha suggerito un esponente di un gruppo di Verona.
I gruppi veronesi che già hanno al loro attivo un presidio in piazza Bra contro Ca' del Bue hanno auspicato una partecipazione allargata, che sarà possibile se ogni associazione farà scendere in marcia alcuni suoi aderenti.
È stata suggerita anche l'opportunità di sensibilizzare le importanti aziende che a San Giovanni Lupatoto operano nel settore alimentare, affinché si rendano conto del potenziale danno che potrebbe loro derivare dall'entrata in funzione dei due inceneritori, ovvero i vecchi forni affiancati alla nuova linea che verrà costruita, secondo l'appalto previsto da Agsm.

Renzo Gastaldo

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