«Peter Pan», magie del musical per rimanere eterni bambini
LO SPETTACOLO. In cinquemila per lo show con le canzoni di Bennato
Una grande festa, uno spettacolo ricco di colori, movimento e musica, in un'atmosfera irreale, da vera fiaba. Non è stato solo merito del musical "Peter Pan" se ieri sera in Arena ci è parso di vivere sull'Isola Che Non C'è; ma delle migliaia di bambini che, insieme ai loro genitori, hanno trasformato l'Arena in un luogo fantastico. Se il pubblico della lirica è silenzioso fino allo spasimo, e se quello rock/pop carica di elettricità anche il live più moscio, quello di ieri all'anfiteatro trasmetteva un'energia diversa, mai vista finora.
Lo spettacolo, infatti, era sul palco, diviso in tre scene diverse (complimenti al regista, Maurizio Colombi: mica semplice debuttare all'Arena con un nuovo allestimento, simile a un trittico di quadri), ma si poteva gustare al meglio seguendo, oltre alle evoluzioni degli attori/cantanti/ballerini, le urla dei bimbi tra il pubblico. Tutti quegli «Ecco Peter Pan!», «Mamma, Trilly dov'è?», «C'è Capitan Uncino!», «Gli indiani!»; tutte le urla di gioia e stupore hanno riportato lo spettacolo a quello che dovrebbe essere sempre: una fonte di sorpresa.
Ma a sorprendere davvero sono state soprattutto le reazioni positive (risate, applausi, battimani) anche alle parti recitate. Della potenza delle canzoni di Edoardo Bennato, ossatura della storia, non c'è da dubitare, visto che stiamo parlando di hit come "Ma che sarà...", "Il rock di Capitan Uncino", "L'isola che non c'è", "Sono solo canzonette", "Viva la mamma" e "Rockoccodrillo", a cui è stato aggiunto un inedito come "Che paura che fa Capitan Uncino".
Se dunque la forza di questi brani pop-rock è indubbia, ha stupito la deflagrazione continua dei dialoghi, infarciti di suoni come nei cartoni animati, con battute serrate, piroette e mosse. Più che un musical, "Peter Pan" è parso un enorme cartoon vivente, con i personaggi che entrano nella realtà (Peter e Wendy a spasso in platea, gli Indiani che entrano dall'arcata principale) come in "Chi ha incastrato Roger Rabbit". Così Manuel Frattini (Peter) sembra un ologramma da tanto è snodato e "cartoonesco"; Pietro Pignatelli (Uncino) è un cattivo scatenato ma sa far ridere; Jacopo Pelliccia (Spugna) è una spalla perfetta e Marta Rossi è una Wendy molto espressiva. Ma i veri protagonisti sono stati i bambini, quelli sul palco e quelli tra il pubblico.G.BR.