mercoledì, 23 maggio 2012

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Il teatro attira ogni anno sempre più spettatori. Qui gli appuntamenti con il palco e gli attori. Cosa c'è in città, le rassegne, le novità

La Maschera commuove con le madri di Camon

TEATRO NEI CORTILI. Chiusura in bellezza al chiostro di Santa Eufemia. Toccante interpretazione di Bertozzo del monologo «L'altare» sulla durezza del mondo contadino
06/09/2011
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William Jean Bertozzo

Da un libro capolavoro, Un altare per la madre di Ferdinando Camon, alla recitazione sentita, di chi, l'attore e regista William Jean Bertozzo, ha dimostrato di conosce dal di dentro la realtà del mondo contadino proposta in modo così sottile e toccante da catturare anche chi della realtà della campagna ha solo sentito parlare. Al Chiostro di Santa Eufemia la compagnia teatrale La Maschera ha proposto il monologo L'altare, diretto e recitato da Bertozzo, che ha chiuso in bellezza la rassegna amatoriale Teatro nei cortili, costruendo un capitello di parole dedicato non solo a tutte le madri del mondo, ma anche ai padri che sono stati accanto alle loro donne ed hanno condiviso le gioie e i dolori di una vita che fa storia e non si disperde quando sono i figli a portarla avanti nel tempo.
Per quasi due ore il narratore ha tenuto viva, a mente, la fiamma dell'amore che alimenta il monologo tratto da un libro che pulsa di sentimento e a far respirare la terra degli umili di cui Bertozzo ci ha fatto conoscere semi e germogli, radici amare e macchie di papaveri in campi di grano. Ai suoni, invece, ci ha pensato l'improvvisazione alle chitarre di Franco Mastroserio e Flavio Malvezzi che hanno cullato lo spettacolo con soavità come fosse un bambino in fasce, con una colonna sonora «a braccio» ad eccezione di due brani riconoscibili, Libertango di Astor Piazzolla e Tears in Heaven di Eric Clapton, seppure accennati in una sorta di citazione camuffata, incastonata in una sorta di arrangiato rebus che però sollecitava l'orecchio del pubblico alla soluzione.
Sul lenzuolo bianco teso a fare da a sfondo alla scena semispoglia, se non qualche sedia, una balla di fieno, un pitale di smalto bianco, un tavolino con sopra la macchina da scrivere e un leggìo. alcune pieghe del tessuto ricordavano il tocco delle dita fra Dio e Adamo nel Giudizio Universale di Michelangelo e sul sentiero della memoria il pubblico ha partecipato commosso ad un poema dell'anima che ha restituito il valore e la tenerezza degli affetti parentali che la morte inesorabilmente portato via.

Michela Pezzani




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