03.08.2012
FIAMENE. Questa sera dopo l'apertura affidata ai veronesi Ape Regina. Affiancati da Carletto e Laviola in brani celeberrimi della storia della musica popolare anglo-americana
3 agosto. Certo, lunedì prossimo arriveranno gli inglesi Nine Below Zero, che si sono già assicurati un posto di tutto rispetto nella storia del rock. Ma per noi l'appuntamento più «intrigante» di Fiamene 2012 è quello di stasera, che avrà per protagonisti - dopo l'apertura affidata ai veronesi Ape Regina - Massimo Priviero (voce, chitarra e armonica) e Michele Gazich (violino, viola, pianoforte e voce), affiancati da Fabrizio Carletto (basso) e Onofrio Laviola (pianoforte e tastiere).
A maggio Priviero e Gazich hanno dato alle stampe un album (con libro allegato), intitolato Folkrock, accolto con grande consenso dalla critica. Folkrock è una raccolta di brani celeberrimi della storia della musica popolare anglo-americana (classici di folk, rock, country, canzone d'autore). Pezzi di Dylan, Cash, Springsteen, Seeger, Young, Van Morrison... in pratica la «crema» della scrittura in musica che ha nutrito sogni e attitudine di più di una generazione, tra cui quelle di Massimo e Michele. Cosicché il disco non è soltanto una sequela di capolavori cantati e suonati da ottimi musicisti, ma quasi una biografia artistica ed esistenziale di Priviero e Gazich. Anche perché, al di là dei rispettivi curriculum, che raccontano di due musicisti dalla coerenza esemplare, Priviero e Gazich sono entrambi artisti «viscerali» nel senso più proprio del termine. Musicisti che «sentono» con generosa passionalità e impegno rigoroso, quasi come una missione, il proprio «mestiere».
Priviero, veneziano di Jesolo, sulla scena da quasi un quarto di secolo, non ha mai «tradito» il suo dna intriso delle canzoni di Dylan, Young, Browne e soprattutto dello spirito di Bruce Springsteen. Vero «rocker», insomma, che però è anche laureato in storia contemporanea e ha pure lavorato in contesti di teatro-canzone civile.
Anche Gazich, bresciano virtuoso del violino, è musicista estremamente colto. Già collaboratore di Massimo Bubola e di grandi cantautori americani come Michelle Shocked, Eric Andersen, Mark Olson, Mary Gauthier, Victoria Williams, dal 2008 ha parallelamente avviato un sorprendente e prolifico percorso di cantautore in proprio, realizzando quattro album di indiscutibile spessore artistico-culturale (i primi tre a nome di Michele Gazich e La Nave dei Folli) seppur di non facilissima lettura, ricchi di riferimenti letterari che peraltro l'autore (anche docente universitario) tiene sempre a spiegare. Molto bello, in particolare, Il giorno che la rosa fiorì uscito l'anno scorso.
Inizio alle 21,30, ingresso libero.
Beppe Montresor
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