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Luglio

27.07.2012

E la Ginevra si dispera quando apre la finestra

La posta della Olga

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«I sanzenati sono preoccupati» scrive la Olga. «Adesso che il garage sotterraneo è arrivato al cuèrto, si avvicina il momento in cui vorrebbero ritrovare la loro piazza e non la ritroveranno perché i progetti che hanno visto finora non tengono conto della storia e della fisionomia di un luogo in cui ogni cosa, anche se non perfetta, era in sintonia col resto del quartiere e per questo era entrata nei loro affetti. Nei progetti presentati finora, piazza Corrubbio diventerebbe una copia di piazza Cittadella, con alberetti piccoli e già strachi, panchine senza ombra e il casotto della biglietteria. Perché tutto sarà fatto in funzione di quello che c'è sotto, mentre, al contrario, si doveva prima di tutto tener conto di quello che c'era sopra».  «La Ginevra, che da due anni a questa parte, quando la vèrze la finestra su quella che era la sua piazza, ghe vien da piànzar, mi ha detto che chiederà i danni al Comune perché dopo sessant'anni che la gà messo el cor su un posto, è stato un delitto cancellarglielo sotto i oci. E mi ha fatto il paragone de so sorela Bice che vive a Venessia su uno dei tanti canài e che la gà el cesso al pel de l'acqua. "Se i ghe stupa el canàl e i ghe fa sora 'na strada, mi gò idea che la se copa. Mi no digo che mi me copo ma coparìa pitòsto quei degrassià che hanno sassinato San Zen". La Ginevra mi ha chiesto il nome di un avvocato e io l'ho indirizzata al Garbùia che, essendo un avvocato delle cause perse, se perde anche questa è in linea col suo curricolo professionale». «Non posso dare torto alla Ginevra perché anche io farei lo stesso e me rósego de rabia pensando che nessuno pagherà per il disastro che è stato fatto cambiando i connotati a un quartiere in cui non si doveva spostare neanche un pilotìn perché era uno dei pochi in cui ritrovavamo la nostra storia de veronesi de soca. E adesso vedremo con che coraio ci ripresenteranno il progetto degli alberetti nani, dei cespugli par le pissade dei cani e del casotto della biglietteria. Il mio Gino dice che piuttosto è meglio farci crescere l'erba per far zugàr i buteleti o farci un mercato permanente come era quello di piazza Erbe, con i banchetti e gli ombrelloni di una volta. L'idea del mercato non mi dispiace e non dispiace nemmeno alla Ginevra con la quale stasera vado a bere il caffè dai cinesi, visto che i bar de San Zen, adesso sono tutti nelle loro mane».


Silvino Gonzato