25.07.2012
«A parte il ragionier Dolimàn che ha un lodge all'atollo di Moruri dal quale fa avanti indrìo col Galletto Guzzi» scrive la Olga «si contano sui dièi de 'na man gli avventori del bareto che in luglio sono andati in vacanza e pare che in agosto l'andazzo non sarà diverso, come dice la Beresina che quando dice "andazzo", el Gussa le fa la rima. Mancano i schei e senza schei al massimo si va a prendere il fresco alla Pissarota o si va a ciapàr i témoli nell'Àdese ai Mulini de San Michél dove se pol anca métar i pié nell'acqua o si va alla fontana dell'Arsenale dove si può fare tutto quello che si vuole, compreso lavare la macchina, perché non ci sono divieti». «All'oste Oreste non è che gli dispiaccia che gli avventori non si muovano perché così non gli calano i consumi e anche al zugo delle bocce c'è sempre la coa di zugadori che aspettano il loro turno e ieri, per esempio, c'è stato il torneo dei seminaristi». «In quanto a rinuncia alle vacanze, el bareto è in media con la città dove il traffico sempre sostenuto, i supermercati sempre pieni e le piscine sempre molto frequentate testimoniano che senza pila non si va da nessuna parte. Gli unici che vedono la città ùda sono le teste da ovo dell'Atv che al primo di luglio hanno cancellato corse e linee, salvo poi ripristinarne alcune. D'altra parte io e il mio Gino possiamo dire che a Sottomarina, dove siamo andati col last minute (e non perché siamo sióri ma perché costava meno la vacanza là che vivere qua), c'erano metà ombrelloni chiusi e i bagnini zugavano alle carte voltando le spalle al mar». «Lo stesso ragionier Dolimàn riferisce che all'atollo di Moruri, dove il turismo era fiorente, adesso ci sono solo gli indigeni». «Dobbiamo rassegnarci al fatto, come ha detto l'economista Johnny Salame al bareto, che con la crisi non possiamo più vivere come facevamo prima e che se insistiamo a farlo piantando ciòdi, prima o dopo ci pignoreranno le strasse, com'è successo alla Marfisa che le hanno cavato su anche i sanitari. L'unico che può permettersi ancora di andare in vacanza, e non a Sottomarina, ma alle Maldive e ai Caraibi, e due o tre volte all'anno, è el Tenebra, l'impresario di pompe funebri del quartiere che quando passa dal bareto tutti si toccano i ovi. "Cossa volìo mai" risponde lui col solito odioso ghigneto "Mi la crisi no la sento"».
Silvino Gonzato
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