domenica 19.05.2013 ore 18.07

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Blog - Giovani e lavoro

Giovani e lavoro

Alessia ha aperto la strada. Ha detto in poche parole ciò che i politici non hanno la dignità di ammettere: essere giovani, studiare, applicarsi nella speranza di ottenere un’occupazione dignitosa e stabile, oggi è un salto nel vuoto. Serve coraggio, assai più di ieri. Già altri hanno scritto a redazioneweb@larena.it per raccontare le proprie storie. Noi teniamo aperto questo canale: perché, talvolta, è meglio ascoltare che parlare.

LA LETTERA DI ALESSIA E IL COMMENTO DEL DIRETTORE CATTANEO
Caro direttore, mi chiamo Alessia e vi scrivo perché vorrei raccontarvi quello che succede a me a Verona. Ho 26 anni, neolaureata. Ho abitato 5 anni all'estero, lavorando come cameriera, facendo stage, lavando piatti, e ancora facendo corsi pagati con i soldi che ho risparmiato negli anni. In 10 anni esattamente. A 16 anni infatti avevo già il sogno di andare a lavorare all'Onu a Ginevra e allora dopo la scuola, correvo in un negozio a lavorare e il sabato e la domenica facevo servizi extra come cameriera. Così mi sono guadagnata i soldi che mi hanno permesso di pagarmi l'Università, l'Erasmus, i corsi di lingua all'estero (ho abitato in 7 Paesi diversi). Fino a che si realizza il sogno: uno stage gratuito a Bruxelles e uno a Ginevra presso l'Onu. Prendo i miei ultimi soldi risparmiati e vado a vivere a Ginevra. Finito lo stage torno a casa e mi laureo. Da quel momento il nulla. Nessun lavoro, nessun contratto. Mi chiedono di lavorare in un bar due ore al giorno. E io vado. Fino a che mi inviano un sms per dirmi che non servo più perché sono arrivati i controlli ed io , beh non ero in regola. Mi ritrovo senza lavoro e senza copertura sanitaria di cui pure avrei bisogno. Da allora ogni giorno telefonate anche umilianti per sperare di lavorare come cameriera per 6 euro l'ora. Ma non ho mollato e mi sono iscritta ad un altro corso. Corso che oggi non posso più pagare (380 euro). Beh, parlo quattro lingue, ho pelato patate in Irlanda e in Francia per avere un futuro migliore. Ora mi ritrovo senza sogno, quello che ho coltivato per tanti anni e che mi rendeva così determinata. Mi ritrovo senza soldi sufficienti, anche solo per emigrare. Non posso progettare. Che si dice in questi casi? Chiedo a voi
Alessia

Cari lettori, la lettera di Alessia vale più di molte analisi su questa crisi. Dietro ai numeri e alle statistiche, a parole come spread e debito, ci sono le troppe storie come quella di questa giovane. Eccoli, in tutta la loro drammaticità quotidiana, i frutti avvelenati degli errori dei nostri governanti. Ecco i guasti di un sistema inefficiente e corrotto fatto di sprechi e privilegi. Alessia ci chiede cosa si dice in questi casi. Vorrei risponderle che si sta cambiando. Che in molti sono al lavoro per dare nuove speranze ai nostri figli. In parte è vero, ma il dibattito ipocrita a cui assistiamo mi frena. Resta però la determinazione e il coraggio di Alessia. E questo sì, è un grande segno di speranza. Il più grande. Per lei, ma anche per tutti noi. Non mollare.
Maurizio Cattaneo
Chi vive altre storie come quella di Alessia scriva al nostro sito www.larena.it

Stefano: «Ho 45 anni e il lavoro per me è un miraggio»

26/06/2012

Ciao. Mi chiamo Stefano e vivo da sempre a Verona. Ho 45 anni e da più di 3 vivo con l'ansia di un futuro incerto e quasi inesistente, e non intendo solo un futuro lavorativo, ma anche personale. Ma vi racconto con ordine.
Anni fa (circa una quindicina) ho iniziato a lavorare come Magazziniere presso un'Azienda Manifatturiera che ha poi chiuso per fallimento. Da li è partita la mia passione per questo lavoro. Negli anni successivi mi sono fatto tutti i tipi di corso (antincendio, antinfortunistica, programmi gestionali, etc.) per poter poi gestire un magazzino. Dopo circa una decina di anni, sono riuscito ad arrivare a essere un Responsabile del Ricevimento Merci in un'azienda di caffè di Verona. Al primo sentore della crisi questa azienda mi ha liberamente costretto a lavorare tramite una cooperativa, mantenendo sempre il ruolo e le responsabilità, ma con l'insicurezza che ti dà una coop. Naturalmente mi sono sentito obbligato ad accettare, in quanto sarei altrimenti rimasto senza lavoro da un giorno all'altro. Ho provato, nel frattempo, a cercare altro, ma mi si proponevano solo contratti a termine con la promessa di un probabile rinnovo di contratto (sempre a termine), quindi rimasi dov'ero.
All'arrivo di questa crisi, a mio parere evitabile se chi ci governava avesse preso provvedimenti per tempo, la ditta decise per i tagli al personale, e naturalmente i primi a rimanere a casa sono stati quelli della coop. Da allora non sono più riuscito a trovare un lavoro continuativo o a tempo indeterminato, ma solo tramite le agenzie interinali con il tipico «lavoro somministrato», che secondo me ha rovinato completamente il mondo del lavoro perchè è un sistema legalizzato per sfruttare la manodopera a costi bassissimi (almeno in Italia funziona così) dando un'insicurezza a chi ha bisogno invece di una certezza per il futuro.
Ora sono dipendente, sempre tramite queste agenzie, presso una ditta comunale, le quali utilizzano questi sistemi di assunzione invece di assumere direttamente (almeno dalle aziende statali o comunali ci si aspetterebbe più sicurezza), e non vedo spiragli di una certezza lavorativa per il mio futuro, in quanto il Governo parla solo ed esclusivamente di inserimento al mondo del lavoro per i giovani. Sono d'accordo, ma a chi ha ormai una certa età ed è vecchio per il mondo del lavoro, cosa stanno facendo i nostri politici? come si fa a pensare di agevolare un ragazzo/a quando i suoi genitori sono disoccupati? Perchè nessuno pensa che, dopo una certa età, le aziende faticano ad assumerti o addirittura non ti prendono nemmeno in esame? E sopratutto non tutti quelli della mia generazione hanno il diploma o la laurea, perchè quando ho iniziato io a lavorare non erano necessari, richiedevano solo l'esperienza e la volontà.
Purtroppo siamo degli esclusi, o quasi, dal mondo del Lavoro, e nessuno se ne preoccupa più di tanto. Chiedo a voi se potreste raccogliere più testimonianze possibili e aiutarci, magari portandole poi ai nostri politici veronesi, che poi magari, a loro volta, le portassero a quelli a Roma, facendo notare che il problema disoccupazione è più grave per chi ha una certa età che non per chi ha una ventina d'anni e che ancora potrebbe avvalersi dell'aiuto dei genitori, oltre ad avere meno bisogno di un'entrata fissa mensile. Vi ringrazio dell'attenzione e dell'eventuale interessamento, perchè quelli come me hanno veramente bisogno di qualcuno che li possa aiutare.




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