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Aprile

20.04.2012

Venessia, Milàn o Dar es Salaam?

La posta della Olga

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«Leggo su "L'Arena"» scrive la Olga «che l'aeroporto è sempre in mezzo alle baruffe e che è motivo di divisione tra gli stessi politici del centrodestra che hanno le mane dentro come hanno avuto le mane dentro quelli del centrosinistra quando hanno amministrato la città. "Un nìo de brespe" lo definisce uno che scarica le valise dagli aerei, che io e il mio Gino conosciamo perché anni fa siamo andati in gita a la Madona de la Corona sullo stesso pullman. Io, nella mia ignoransa, pensavo che i politici non avessero niente a che fare con un aeroporto, che è un posto dove partono e arrivano gli aerei e quando partono e arrivano in ritardo ci si siede nelle sale d'aspetto o si guardano le vetrine del dùti fri».  «Sapevo che i politici ciàpano gli aerei a gratis, ma che comandassero anche negli aeroporti, o comunque nel nostro, e facessero anche le assunzioni mettendo a posto parenti e amici no l'avarìa mai dito. E invece pare che sia così, anche se sui parenti e sugli amici bisogna andàrghe pian, come dice l'avvocato Garbùia, perché prima bisogna essere sicuri. Leggo anche su "L'Arena" che un diretór sbatùo fora da la porta quattro anni fa e sul quale aveva aperto un'inchiesta la Corte dei Conti, è rientrato dalla finestra in questi giorni come consulente, e i schei non sono faolìne se si considera che l'aeroporto è finanziariamente alle asse, come conferma il ragionier Dolimàn che ha visto i conti. Ma così ha voluto la politica che la fa da parona dappertutto. E il bello è che la stessa politica che aveva trovato, senza far troppa fadìga, la solussión par sassinàr l'aeroporto, adesso cerca di trovare la solussión per salvarlo».  «Una solussión esterna, se ò ben capìo: la Lega spinge perché il Catullo entri nel sistema degli aeroporti lombardi mentre il Pdl guarda a una gestione veneta con a capo Venessia. Il mio Gino dice di aver sentito al bareto che in un primo tempo la Lega voleva fare sistema con l'aeroporto di Dar es Salaam in Tanzania (erano i giorni in cui Belsito cercava di investire nel paese africano i schei dei rimborsi elettorali) ma che tutto sarebbe andato a monte dopo che i tanzaniani avevano cominciato a dire che se fosse andato in porto un accordo del genere avrebbero chiamato il loro aeroporto "Dar es Codeghìin"».


Silvino Gonzato