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13.03.2012

Mark Twain e la giustizia nello spettacolo di Riondino

SORPRENDENTE. Al Teatro Ristori si esibisce l'attore e cantautore fiorentino con uno show cantato e raccontato. L'attore: «Uno scritto pieno di speranza. È rasserenante, lirico e sorridente. Il protagonista è un personaggio interessante»

David Riondino è attualmente direttore del «Teatro all’improvviso»

David Riondino è attualmente direttore del «Teatro all’improvviso»
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Tra gli appuntamenti di grande richiamo di questa edizione di Infinitamente brilla lo spettacolo che terrà David Riondino venerdì sera al Teatro Ristori. L'attore-cantautore fiorentino porterà in scena il Viaggio in Paradiso di Mark Twain. Poliedrico, versatile, Riondino, classe 1952, ha lavorato dieci anni a Firenze alla Biblioteca Nazionale. Il grande pubblico lo ha conosciuto giovanissimo, quando, nel lontano 1975, debutta al teatro Zelig di Milano. Una carriera, quella di Riondino, in cui spicca soprattutto la sua grande versatilità. Attualmente è direttore artistico del «Teatro all'improvviso» al Teatro delle Rocce di Gavorrano, direttore artistico del «Fossombrone teatro Festival». Dal 2006 è direttore Artistico del Francigena Festival e sempre nel 2006 fonda «L'Accademia dell'Ottava» progetto che ha come obbiettivo il recupero della tradizione orale toscana.
Riondino, dunque sarà Tom Sawyer o Huckleberry Finn, due protagonisti delle più importanti opere di questo scrittore americano?
Vi sorprenderò. Non sarò nè l'uno nè l'altro. A parte questi due capolavori, Mark Twain ha scritto moltissimo. Ho cercato tra i racconti brevi, che sono molto densi e diretti. E ho trovato questo autentico capolavoro che è Viaggio in Paradiso.
Dunque Viaggio in Paradiso, opera scoperta tardi, è lo scritto di Twain che lei mette in scena. Perchè questa scelta?
Mi affascina. Si tratta, infatti, del tema difficilissimo di cosa sia la felicità. E di cosa sia, soprattutto la Giustizia. Non sono certo temi da poco. Questo Paradiso, come dice Twain, somiglia molto a una società liberal ben riuscita, dove i conflitti permangono, ma essendo infinito il tempo per risolverli sappiamo che ogni conflitto arriverà ad una evoluzione ragionevole. È uno scritto pieno di speranza.
Tre parole per descrivere questo viaggio?
Direi rasserenante, lirico, sorridente.
Il protagonista di quest'opera è il capitano Storfield, che personaggio è?
Storfield è un burbero capitano di peschereccio convinto di dover andare all'inferno. Ma in fondo aveva buon cuore e il suo destino è un altro. Da burbero scettico quale è, ci racconta il Paradiso con la giusta ironia. È un personaggio interessante.
Uno spettacolo cantato, raccontato e musicato, a cosa si è ispirato?
No, non è cantato. E' una lettura accompagnata da musica. La lettura suggerisce quasi sempre un contesto musicale e in questo caso mi accompagno con i Duende.
Il suo spettacolo si inserisce nella rassegna Infinitamente, un festival dedicato sia all'arte che alla scienza. Come a dire scienza e paradiso, due realtà eterne?
Siamo una macchina ragionevole e assai concreta che parrebbe avere come suo scopo principale quello di produrre sogni.