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13.03.2012

Le meraviglie naturali nelle foto della Webber

FORME E COLORI. È l'ospite d'onore della rassegna. Il corpo umano resta l'ispirazione principale delle sue opere. L'artista americana ama anche ritrarre se stessa: «È un esercizio fisico che coinvolge anche la mente. E posso farlo per ore»

Cecelia Webber, giovane fotografa americana

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Sarà Cecelia Webber l'ospite d'onore di Infinitamente 2012. La giovane artista statunitense che deve la sua notorietà alle originalissime immagini naturalistiche elaborate mediante la fotografia digitale esporrà a Verona al suo debutto in Europa. Webber affascina per le sue opere in cui, come in un magico puzzle, riproduce con grande accuratezza la meraviglia delle forme e dei colori della natura colti in fiori, farfalle e uccelli. Ogni immagine è realizzata componendo con straordinaria abilità i dettagli di figure umane nude, colti in varie pose. La mostra sarà inaugurata giovedì alle 18 al museo di storia naturale.
È lei stessa a spiegare come nascono le sue opere. «Il primo step è prevedere come posso creare una posa umana che assomigli ad una forma presente in natura. Faccio degli schizzi e provo diverse pose di fronte allo specchio. Successivamente scatto le foto, l'ideale è che siano con un'esposizione di luce naturale; è un'operazione che mi impegna per circa un'ora. Dopo ogni click, aggiusto le pose in modo da avvicinarmi sempre più alla sagoma che ho intenzione di riprodurre. Non sempre è necessario avere un disegno preparatorio; lo faccio solo se la forma è complicata. Ho una buona conoscenza del corpo umano e di come lo si può modellare».
Perché ha deciso di riprendere se stessa negli scatti fotografici? «Mi piace farlo e rende il lavoro molto personale. È un esercizio fisico completo che mi coinvolge anche mentalmente. Diciamolo pure, sono una modella con la quale è facile trattare... Inoltre è più difficile lavorare con altre persone perché il loro livello di disponibilità è differente dal mio e spesso sono nervosi. Essendo "modella di me stessa" posso scattare le foto per ore e ore e soprattutto posso farlo non appena mi viene un'idea». Qual è il messaggio che accompagna le sue opere? «Mi interessa rendere consapevoli le persone dell'ambiente naturale in cui vivono. Se non ci applichiamo in uno sforzo reale per cambiare i nostri comportamenti nei confronti della natura il mondo continuerà, molto velocemente, a mutare in peggio. Dobbiamo essere consapevoli della nostra indissolubile connessione con la natura e influenzarci a vicenda per una scelta ambientalista. Quest'anno mi sto impegnando per trasformare il balcone e il tetto di casa mia in un orto, tenterò di produrre in autonomia il cibo direttamente in città. Inoltre mi muovo sempre in bicicletta. Non avevo un'automobile neppure a Los Angeles».
Qual è il suo punto di vista sul corpo umano, ispirazione centrale delle sue opere? «Mi sono accorta che le persone stanno iniziando a percepire i loro corpi in una modalità molto negativa. Ovunque ci spostiamo abbiamo uno sbarramento d'immagini dinnanzi ai nostri occhi: corpi perfettamente agghindati, facce con un perfetto make up e opportunamente ritoccate che cercano di venderci prodotti di cui non abbiamo bisogno. Abbiamo un'idea finta di bellezza. Le persone hanno il terrore di sentirsi brutte proprio perché questo è lo scopo delle campagne di marketing, create per stimolare il terrore dell'invecchiamento o del peso superfluo. Voglio che vi sia un'alternativa, che le persone abbiano la possibilità di percepire la nudità in modo differente, ovvero come qualcosa in cui sentirsi a proprio agio, vulnerabile e bella».
È la sua prima volta a Verona e in Italia... «Sono entusiasta. Io e il mio ragazzo abbiamo acquistato una grande quantità di libri sulla storia delle città italiane. Non stiamo nella pelle... vorremmo essere già lì. Sono molto contenta d'aver avuto questa possibilità».