13.03.2012
SCIENZE. Interessi
La Dana Foundation ha inserito il festival veronese «Infinita... mente» anche per l´edizione 2012 nella prestigiosa cornice internazionale della Brain Awareness Week, settimana dedicata in tutto il mondo agli eventi destinati a promuovere l´attenzione per la ricerca sulle scienze cognitive. L´espansione dell´interesse per questa manifestazione ha confermato l´ipotesi che gli stimoli di natura scientifica trovino un terreno molto fertile non solo tra gli addetti ai lavori, ma forse ancor più tra il pubblico di non specialisti, mettendo in evidenza la più profonda, specifica curiosità dell´uomo, particolarmente sui grandi temi che sollevano domande di natura esistenziale: per quest´anno, il tempo, lo spazio, l'infinito.
Alessandro Mazzucco
Rettore dell'Università
Sono questioni sostanziali per l´uomo, nella misura in cui si collegano strettamente con il mistero della sua natura: la fine della vita individuale e l´aspirazione all´eternità.
Dice Schopenauer: «Ad eccezione dell´uomo, nessun essere si meraviglia della propria esistenza... La meraviglia filosofica... è la cognizione della morte, ...che ha senza dubbio dato l´impulso più forte... alle spiegazioni metafisiche del mondo». È da qui che scaturisce la riflessione sul concetto di tempo ed infinito.
Invece, dalla realtà del mondo della fisica non emerge nulla di infinito; ogni cosa è numerabile, persino i granelli di sabbia presenti sul pianeta, magari con cifre inconcepibili, impronunciabili, ma che esprimono pur sempre una quantità finita. L´universo è sicuramente finito: se, come noi crediamo, esso è nato nel tempo - dal Big Bang, circa quindici miliardi di anni fa - per noi non può avere una dimensione superiore a quella che in quindici miliardi di anni percorre chi cammina più veloce di tutti, la luce. Eppure, queste dimensioni estreme, la difficoltà di applicare ad essa i più comuni sistemi di misura, la percezione che l´affinamento degli strumenti sposta progressivamente più lontano il limite di ciò che è misurabile, tutto questo dall´inizio dei tempi genera nell´uomo l´aspirazione a risolvere il grande quesito.
«Infinita... mente» ci ha abituati a non sottrarci ai grandi quesiti che interrogano la nostra mente. Quesiti e temi, come tempo spazio e infinito, per i quali non abbiamo risposte immediate e che, forse anche per questo, tanto ci affascinano.
«Per poco il cor non si spaura», scriveva Leopardi. Ieri come oggi la nostra sete di conoscenza è inesauribile e sfida i nostri limiti.
Alessandro Mazzucco, rettore dell'Università