22.08.2012
HI-TECH. Infruttuoso il tentativo dell'ultima ora con il colloquio tra amministratori delegati. Toccherà ai giurati stabilire se l'azienda sudcoreana ha copiato i prodotti Usa o se Cupertino ha infranto i brevetti orientali
New York. È stato il giorno delle arringhe. Due ore ciascuno per riassumere il caso ai nove giurati che saranno chiamati a pronunciarsi sul processo del secolo. Apple e Samsung non sono riuscite a trovare un accordo, nonostante il tentativo in extremis dei due amministratori delegati Tim Cook per l'azienda di Cupertino e Know Oh-Hyun per quella sudcoreana, sulla spinta del giudice Lucy Koh. «Vedo rischi per ambedue le parti. È il momento della pace», aveva affermato la Koh nei giorni scorsi, invitando i contendenti a nuovi colloqui e al raggiungimento di un accordo per evitare una sentenza che avrà comunque conseguenze difficilmente stimabili a priori. Senza un'intesa Apple e Samsung ora si affidano alla giuria: a ognuno dei componenti sono state consegnate decine e decine di pagine di istruzioni. I giurati potrebbero riunirsi in camera di consiglio già oggi e per raggiungere un verdetto avranno bisogno di un parere unanime. Apple accusa Samsung di aver copiato iPad e iPhone e chiede da 2,5 a 2,75 miliardi di dollari in danni, oltre al rendere permanente il bando al momento temporaneo delle vendite negli Usa di tablet Samsung. La società sudcoreana chiede 421,8 milioni di dollari ad Apple per aver infranto alcuni dei suoi brevetti. Per Samsung la posta in gioco è elevata. Anche un qualsiasi ritardo nelle vendite negli Usa potrebbe mettere a rischio il dominio sul mercato degli smartphone. Samsung ha venduto nel secondo trimestre 90,43 milioni di cellulari a livello globale, raggiungendo il 21,6% del mercato. La quota di Apple è 6,9%. A livello globale i cellulari venduti nel secondo trimestre sono stati 419 milioni, di cui 154 milioni di smartphone, il 64% dei quali funziona con il sistema Android di Google e il 18,8% con la piattaforma iOS di Apple. Samsung è il maggiore produttore di smartphone con il sistema operativo Android e questo conferma, secondo gli osservatori, le implicazioni che il verdetto della giuria potrebbe avere sull'industria degli smartphone nel suo complesso. Nell'aula di tribunale dove Apple e Samsung si sono sfidate, portando per la prima volta davanti a una corte una battaglia su brevetti e copyright, Google è infatti l'elefante nella stanza di vetro, vista anche la rivalità fra Apple e Google.
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