30.06.2012
I costi delle materie prime crescono e l'industria del settore riconsidera zone di estrazione che per lungo tempo sono apparse poco favorevoli allo sfruttamento: presto i metalli nobili potrebbero essere estratti dalle profondità marine. Ingegneri sono al lavoro per mettere a punto i macchinari più adatti, mentre nessuno indaga sulle conseguenze che simili operazioni potrebbero avere sul delicato ecosistema degli Oceani.
Da tempo - scrive Der Tagesspiegel - le aziende guardano alle profondità marine, dove sono nascoste immense quantità di metalli nobili e high-tech. Già l'anno prossimo la società canadese «Nautilus Minerals» ha intenzione di tirare fuori a 1.600 metri di profondità davanti alle coste della Papua Guinea minerali come oro, argento e rame.
L'area estrattiva in questione si chiama «Solwara 1» ed è grande come dieci campi da calcio, spiega il quotidiano tedesco. Con le prime trivellazioni e l'aiuto di sommergibili telecomandati gli ingegneri della Nautilus hanno portato in superficie le prime rocce, nelle quali erano contenuti sette chili di rame, 32 di argento e circa sei grammi di oro.
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