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Interviste

29.08.2012

«Mi piace cantare con i tacchi. E faccio sempre piccoli passi»

NINA ZILLI

Nina Zilli in concerto FOTOLIVE

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Se «le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia», come diceva il personaggio di un film di François Truffaut, L'uomo che amava le donne, allora si potrebbe scegliere come misura quelle di Nina Zilli, la cantante protagonista del secondo appuntamento della rassegna VenerAzioni che partirà venerdì alle 21 al Teatro Romano. Nina sarà sul palco la sera del 7 settembre (vedi programma completo) per presentare i brani del suo nuovo album, L'amore è femmina.

Con un titolo del genere, Nina, sei perfetta per un festival che intende celebrare il talento femminile, no?
Sì, mi fa molto piacere partecipare a una rassegna che s'intitola VenerAzioni, le azioni di Venere, le azioni delle donne... Non è che ce ne siano così tante, di donne cantanti e cantautrici nella musica leggera italiana di adesso. Le ultime ad avere avuto un grande successo, quelle che ricordo così, su due piedi, sono state Carmen Consoli ed Elisa. E comunque fa sempre bene alla musica celebrare il talento delle donne!

Per far brillare il tuo, di talento, ce ne hai messo di tempo! Per anni sei stata in giro con band diverse (Chiara & Gli Scuri, Africa Unite, Franziska) prima di incidere, da solista nel 2009, il brano 50mila, incluso nella colonna sonora del film Mine vaganti di Ferzan Özpetek...
Ah, sì, ricordo di essere stata in provincia di Verona, al Jack the Ripper di Roncà con Chiara & Gli Scuri. Che bel club! E che atmosfera! Sì, se calcolate che ho iniziato a cantare a 13 anni, possiamo dire che nell'underground ci sono stata parecchio.

Un percorso diverso rispetto alle cantante dei reality e dei talent show. Che cosa ne pensi? Avresti partecipato ad Amici o a X Factor?
No, credo che siano esperienze molto forti: sono opportunità grandissime ma pericolose. Si è sottoposti a un'esposizione notevole e bisogna seguire certe regole che magari hanno poco a che fare con la musica. E poi è implicito che un cantante venga superato, sostituito da un altro, l'anno successivo.

E tu, invece, come la intendi una carriera, la tua carriera?
Come una serie di passi, piccoli magari, ma in avanti, anno dopo anno. Diciamo che negli ultimi anni, da 50mila fino alla partecipazione al festival di Sanremo 2012, i miei passi sono diventati sempre più fitti… Altrimenti, sarei dovuta andare a lavorare; altro che cantante!

Perché, quello di artista pop non è un lavoro?
Oh, sì, ma non è mica come svegliarsi alla mattina alle 6 per andare in un ufficio, in un cantiere, in una fabbrica... Insomma, io lo prendo con molta serietà e cerco di essere sempre più professionale. Ma è anche la mia passione, e dunque affronto fatica e impegni con tutt'altro spirito.

A VenerAzioni canterai, il 7 settembre. La manifestazione inizierà venerdì con una voce jazz e soul come quella di Sarah Jane Morris. Ti piacciono le voci come la sua?
Le adoro. Amo le vocalità basse, roche, che toccano quasi il registro maschile. Penso alla Billie Holiday delle ultime strazianti incisioni. Oppure Sarah Vaughan ed Amy Winehouse in certe note basse... Le adoro.

Per il concerto del 7 porterai i tacchi o no?
Certo. Non riesco a cantare senza tacchi. Mi piacciono alti, molto alti.


Giulio Brusati

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