15.05.2012
CESARE CREMONINI
Ha un singolo, Il comico (sai che risate), al numero uno del Music Control che stila i passaggi in radio. Martedì della prossima settimana -lo stesso giorno che incontrerà fan e amici alla Fnac di via Cappello alle 18- pubblicherà un nuovo album, La teoria dei colori. Cesare Cremonini non potrebbe essere più contento. Ma contento quanto? «Quanto un padre alla nascita del quinto figlio. Cioè come un cantautore all'uscita del suo quinto disco. Sono orgoglioso, carico, con tanta voglia di raccontare queste mie nuove canzoni».
Che sembrano scritte più con la chitarra che con il pianoforte...
Sì, anche perché ho un notevole chitarrista nonché arrangiatore d'archi, Alessandro Magnanini. E poi perché è un disco nato con la voglia di suonare i brani dal vivo, in concerto. Mi è venuto naturale pensare a queste canzoni cantate davanti alla gente.
Canzoni con titoli che includono parole come «amore» e «love»...
Sì, anche se non parlano solo d'amore. Nel sottotesto c'è molto di più. Diciamo che parlano di sentimenti, idee, sogni...
Anche quelli di un ragazzo che guarda la luna fuori dalla finestra, come ne «L'uomo che viaggia tra le stelle»?
Quello sono io da ragazzino, in casa, a guardare la luna fuori dalla finestra. Per ogni adolescente che sogna, c'è la luna, con la sua luce bianca, ad aspettarlo. È una vera confidente; lo è da secoli. E in quella canzone esprimo tutto il mio profondo desiderio di uscire e vivere, vivere...
Nel disco ci sono molti riferimenti al suono britannico (Elbow, Radiohead, Verve, Stone Roses) ma in «Amor mio» le influenze sembrano italiane al 100%.
Sì. In quel brano si sente tutto il mio amore per i cantautori storici come Gino Paoli. L'ho scritto per il film di Edoardo Gabbriellini I padroni di casa, interpretato da Gianni Morandi, Elio Germano e Valerio Mastandrea. Quando ho finito questo brano mi sono reso conto che avrei potuto realizzare un nuovo disco. È stata la scintilla che ha acceso tutto.
In «Ecco l'amore che cos'è» lei sembra scandire le sillabe in maniera strana (ba-sta, to-ccar, fon-do). Perché?
Per gioco. Fin dal tempo degli Who con T-t-t-talking bout my generation nella musica ci sono dei balbettamenti. M'è venuto d'istinto e ce l'ho lasciato.
Il disco parla anche d'amore, ma in un brano, dove lei canta «Adoro i tuoi grovigli», il riferimento alla sua ex, la cantante Malika Ayane, è chiaro.
In realtà tutto il disco è disseminato di questi «segnali». Tutte le mie canzoni sono autobiografiche: scrivo quello che mi succede, quello che vivo. Non riesco a scindere quello che scrivo dalla mia vita privata. E sì, il riferimento è proprio a Malika (che aveva inciso un album dal titolo Grovigli, ndr). Se ho dei rimpianti (lei si è sposata con il regista dei suoi videoclip)? Ogni storia vale la pena di essere vissuta: è giusto buttarsi. Il coraggio lo si vede quando ci si rialza e si continua. E ben vengano gli insuccessi, anche in amore, se producono magari canzoni di successo.
Giulio Brusati
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