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09.05.2012

«Questo è un Giro per scalatori. Aspetto le tappe in montagna quando ci saranno salite vere»

DAMIANO CUNEGO

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Damiano Cunego si ferma con un gruppo di ciclisti arrivati in piazza San Zeno attirati dalle parabole dei furgoni Rai.  Il campione del Cerro è lì con Andrea Guardini per una diretta sul Giro d'Italia nel giorno di riposo prima della cronosquadre in città. «Damiano, come ti sembrano questi rapporti?», gli chiede un ragazzo su una Cervèlo d'alto rango.  Lui sorride, si avvicina alla bici e guarda le corone. «Con queste in salita vai bene eh?», ammicca il campione di Cerro. «Come no», replica l'altro, «adesso andiamo su a Punta Veleno».  Ridono di gusto. Cunego, d'altra parte, è il nostro scalatore più famoso, uno tra i più giovani vincitori del Giro nella storia. E di salite lui se ne intende.  

Come lo vedi questo Giro Damiano?
Lo vedo bene, è stato studiato con attenzione, mi piace molto e anche gli spostamenti da fare tra una tappa e l'altra non sono troppo lunghi e conta pure questo. E poi ci sono molte salite e sono sicuro che questo Giro alla fine lo vincerà uno scalatore.

E tu come stai?
Bene, grazie

Sei in forma?
Fisicamente e psicologicamente ci siamo, mi sento bene. Con la squadra abbiamo fatto l'avvicinamento giusto al Giro anche perché, non dimentichiamolo, in tutto sono 20 e passa giorni e bisognerà cercare di dosare bene le energie.

Quali sono le tappe sulle quali punti?
Quelle dalla seconda settimana in poi, quando inizieremo a parlare di montagne e salite vere. E ce ne sono molte, tante. Non ce n'è una in particolare che punto, non saprei davvero dire quale, non ce n'è una su tutte. Ce ne sono diverse. Vedremo.

Per la crono invece come siete messi?
Cercheremo di fare una crono fatta bene. Io e i miei compagni siamo pronti, ovviamente non siamo una squadra che può vincere la cronometro, ma cercheremo di limitare i danni il più possibile. Dovremo avere una buona armonia, un bel giro e gestire bene la gara tirando fuori il massimo delle nostre potenzialità.

Il percorso come ti sembra?
Molto veloce, anche se nella fase centrale abbastanza tecnico con la salita di Castelrotto, poi si scende, si risale, ci sono una serie di curve molto impegnative

Il manto della strada lì è un po' così.
Sì, non è bellissimo, anche se si tratta delle classiche strade che trovi in queste situazioni. Sono quelle tipiche, insomma, che ci sono quando abbandoni la provinciale. Stradine che quando affronti con la bici da corsa sono sempre insidiose e bisogna stare attenti.

Il rischio di cadere è sempre in agguato.
Sì, non solo. Può sempre succedere di tutto, una caduta, una foratura, un guasto, cose del mestiere anche se ci si augura che tutto vada bene ovviamente.

Fino ad ora chi è che ti ha impressionato maggiormente?
Bé, di sicuro la Luquigas, quella che sta dimostrando di avere le idee più chiare di tutti e sono davvero convinti.


Marzio Perbellini

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