26.04.2012
TIZIANO FERRO
Tre concerti di fila da tutto esaurito all'Arena. Come i Pink Floyd, Zucchero e Laura Pausini (per non parlare delle «residenze» di Ligabue
). «Sono in buona compagnia, no?», si domanda soddisfatto Tiziano Ferro, in arrivo per tre serate quasi «sold-out» i prossimi 10, 12 e 13 maggio all'anfiteatro (pochissimi biglietti ancora disponibili: promoter, Eventi 045.8039156). Il cantautore pop (altra definizione proprio non riusciamo a trovare) presenterà dal vivo i brani del recente album, L'amore è una cosa semplice. E non solo.
Come ci si sente, Tiziano, ad affrontare tre Arene tutte piene? Mi sento un privilegiato. È inutile nasconderlo: cantare in Arena è qualcosa di particolare. È uno dei luoghi dell'eccellenza italiana nel mondo. Ha un fascino speciale ed è un posto molto prestigioso. Non lo dico tanto per dire: ai miei concerti in Arena verranno una serie di manager e capi europei della Sony, la mia etichetta. Fra tutte le date del tour, hanno scelto proprio quelle nella vostra città. E la stessa cosa hanno fatto decine e decine di miei fan da mezza Europa.
Canterai davanti ai tuoi «datori di lavoro». Ma davvero non hai un po' di «fifa»?
No, in realtà cerco di godermi anche quel tipo di emozione pazzesca che provo davanti a così tante persone. Mi metto a mio agio e mi godo pure quei momenti. Per anni, per colpa di un certo tipo di emotività, non apprezzavo i concerti per intero, ed era un vero peccato. Comprensibile, però: avevo appena 20 anni e il successo di Xdono mi aveva catapultato in poco tempo da un piccolo studio di registrazione a una platea mondiale. E poi dopo aver suonato, durante questo tour, in una serie di palazzi dello sport certo non bellissimi, la vista dell'Arena me la voglio proprio gustare.
Leggendo le recensioni dei concerti precedenti, si parla di scenografia imponente, con diversi tir di materiale che viaggiano con te.
Sì, la produzione dello show è gigantesca ma, vista la conformazione dell'Arena, non riusciremo a montare proprio tutto. Il palco è stato concepito a 360°, in modo che potessi abbracciare tutto il pubblico. Vedremo all'anfiteatro come sarà possibile replicare quest'effetto. Per il resto, il concetto di fondo è un minimalismo che accentui la musica. Il palco sarà nero, con un design lineare, pulito. La vera forza dello show sarà la scaletta.
Cioè le canzoni...
Sì, non ho pensato al tour come la promozione del mio nuovo album ma come la celebrazione di dieci anni di musica. E sarà una festa. Su 26 canzoni in programma, mi sono reso conto che 22 sono stati singoli.
Quando tornerai in Arena, tra 20 anni, potrai fare un concerto-fiume con 40 singoli...
No, non mi ci vedo a più di 50 anni su di un palco.
Ma a settembre all'anfiteatro arriva Leonard Cohen che di anni ne ha più di 70...
Okay, ma io non riesco proprio a pensarmi a quell'età ancora in tour. La musica non è tutta la mia vita, come poteva essere dieci anni fa o quando ho iniziato. Adesso è una mia amica, una compagna ma non è più il mio verbo, la mia unica via di espressione e di relazione con il mondo. Non riesco più a vivere di sola musica. Che cosa dire? Forse sono cresciuto...
Giulio Brusati
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