«Emergenza sicurezza qui? Mavà, città tranquillissima»
MIMMO DI CARLO
Si sveglia presto Mimmo Di Carlo, la giornata è piena e c'è la partita di Lecce che incombe: fare punti nel fortino pugliese non sarà facile, lo stadio è caldo, il tifo potente e la squadra di Serse Cosmi ha fame di punti. Di Carlo sa che ci sarà da sudare. Come sempre. E come sempre, prima di tutto, alla mattina, Mimmo legge L'Arena: alle 7.30 per la precisione. Tutto programmato, l'agenda è fitta per un allenatore di serie A. Sulla prima pagina del giornale campeggia la foto di un sub impegnato a verificare la posizione dell'ancora della nave di Costa Crociere.
Di Carlo è mai stato in crociera?
«No, ma mi piacerebbe molto. È sempre stato il mio sogno».
Persino una crociera potrebbe essere pericolosa.
«La nave rimane, almeno dai dati statistici, il mezzo più sicuro per viaggiare. Poi ci sono errori umani e coincidenze negative che purtroppo fanno parte della vita».
C'è di mezzo però la manovra dissennata di un comandante che ha messo a repentaglio la vita di oltre 4mila persone. «Purtroppo quando è prassi fare alcune cose, come mi è parso di capire visto che non era la prima volta che accadeva, basta poco per fare un disastro. Un piccolo errore, 50 metri in più o in meno, ed ecco che cosa può succedere, tragedie come questa. E meno male che la stragrande maggioranza dei passeggeri è riuscita a mettersi in salvo, il bilancio poteva anche essere più grave».
E ora il governo ha pronto il decreto «rotte sicure», deve sempre succedere qualcosa prima. Siamo l'Italia del giorno dopo?
«Diciamo che prendere una nave adesso sarà sicuramente molto più sicuro. E ci sarà anche molta più attenzione sulle cosiddette «deviazioni» non autorizzate dalle rotte».
Se la nave non è poi così sicura, muoversi con l'auto potrebbe diventare un calvario. I benzinai sono sul piede di guerra e annunciano scioperi.
«Eh, diciamo che non è un bel periodo. Dobbiamo tutti cercare di venire fuori da questa crisi che attanaglia l'Italia ma non solo».
Le strade sono sempre le stesse, ma le auto aumentano. La politica non sembra impegnarsi molto per favorire il trasporto pubblico, o alternativo, non paga in termini di voti nel breve periodo.
«In Italia. Ma non è così altrove. Se si potesse organizzare la viabilità in un modo diverso ne guadagnerebbe il centro, ne gioverebbero le famiglie, tutti. Sarebbe però necessario che tutti rispettassero le limitazioni, i divieti».
Lei va in bici?
«Eccome, tutte le volte che posso».
E per rimanere in tema di sostenibilità. A pagina 8 si legge: «Negozi riscaldati ma con porte aperte», se ne sono accorti anche qui finalmente...
«Sì, e oltre allo spreco energetico ci sono anche tante altre cose che oggi saltano all'occhio, situazioni alle quali prima non si faceva caso. Diciamo che prima si viveva un po' al di sopra delle nostre possibilità. È giunto il momento di fare i conti con lo spreco e di farci tutti un bell'esame di coscienza. C'è bisogno di informazione, di prevenzione e soprattutto di di direttive, l'input deve venire dalle istituzioni».
Un tema un po' più caldo ora. Pagina 17. «Degrado in zona stazione, spaccio e prostituzione». Spesso i giornali parlano di emergenza sicurezza, emergenza criminalità. Verona le sembra pericolosa?
«Assolutamente no». E ripete: «Assolutamente no». «Probabilmente in una città come Verona dove c'è poco di negativo anche sotto l'aspetto della criminalità, quel poco che c'è viene un po' messo in risalto. Ovvio che qualche problema ci sarà, ma il sindaco Tosi e la Giunta qui stanno facendo un lavoro straordinario. Comunque, di sicuro, non ci sono situazioni di degrado o criminalità come ci possono essere da altre parti. Io ho vissuto un po' dappertutto e ho visto dove c'è vera delinquenza. Verona è bellissima ed è un'isola felice. È una città che funziona, le regole vengono rispettate e i cittadini fanno di tutto perché le cose vadano bene. Ecco, se parliamo di prostituzione io sarei favorevole alle «case chiuse». Non ci sarebbero situazioni limite come oggi, con ragazze sfruttate da bande di criminali in strada. Pagherebbero le tasse, sarebbero controllate. Come avviene in altri Paesi, tipo Olanda, Germania. È questione di cultura. Spero che anche qui si possa cambiare».
Le piacciono gli animali?
«Mmm. Dipende». Risponde Di Carlo un po' sulle difensive. La domanda l'ha preso un po' in contropiede.
Sul sito de L'Arena c'è una rubrica molto seguita dove si possono segnalare animali da adottare o anche animali smarriti.
«Ah... Sì, io ho un cane». Si illumina. «Ho sempre avuto cani, sin da ragazzino. E anche dopo che mi sono sposato. Con mia moglie abbiamo avuto uno Yorkshire, che si chiamava Yusky, per 14 anni. Adesso invece abbiamo Camilla, un cocker spanish. Prima in casa c'erano tre donne e due maschi, io e Yusky, e qualche volta ci davamo man forte», ride. «Ora ci sono quattro femmine che comandano».
Parliamo del tempo? «Ok».
Quest'anno non c'è neve. Di Carlo scia?
«Ogni tanto». E ripete: «Ogni tanto». «Sempre con molta prudenza però, sono stato calciatore e ho sempre avuto paura di farmi male. Quindi grande attenzione, spazzaneve anche sulle piste rosse, ma con cautela. Non vado molto in montagna, se vado è per accompagnare le mie figlie, loro sono brave».
Quanti anni hanno?
«Una 23 e l'altra 16. Non abbiamo moltissimo tempo per stare assieme e allora ogni tanto approfitto di queste situazioni per passare una giornata con loro. D'altra parte non è semplice fare combaciare tutto: lo studio, il mio lavoro».
A pagina 59 si parla di «Grande rock Usa» ... Di Carlo che musica ascolta?
Ride. «Mah, gente della mia generazione, tipo Vasco Rossi, ma mi piace anche Jovanotti».
In Arena chi ha visto?
«L'ultima volta che sono stato in Arena è stato per vedere "Notre Dame de Paris"... uno spettacolo davvero bellissimo!».
Marzio Perbellini
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