«In California con Pato se Barbara me lo lascia...»

MELANIA GABBIADINI
13/01/2012
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Melania Gabbiadini

Una furia. Silenziosa. Melania Gabbiadini è la stella del calcio veronese. In rosa, s'intende. Scudetti e Coppe in tasca. Un punto fermo pure della Nazionale italiana. Negli occhi la voglia di stupire ancora a lungo. Con il Verona Bardolino è salita in cielo. Hanno battuto la prima della classe e ora sono in vetta. Grande prestanza fisica. Grande magnetismo. Che poi serve a diventare leader. Melania ha raccontato il suo mondo sfogliando il nostro giornale. Un po' calcio, un po' vita, un po' storia di tutti i giorni.

Gabbiadini, vediamo cosa racconta L'Arena. Prima pagina: “La benzina sarà libera”.
«Me ne sono accorta quando sono rientrata dal Brasile con la Nazionale. Ho fatto il 'pieno' alla macchina per rientrare a casa. E mi sono spaventata. Subito ho pensato ad un errore. Purtroppo non era così. Speriamo cambi qualcosa. E in fretta anche».

Salto doveroso allo sport. Lo scandalo del calcioscommesse ha colpito al cuore la sua città, Bergamo. E anche Doni, simbolo dell'Atalanta. Gli interrogatori sono ripartiti. La sua opinione? «Doni era l'idolo di Bergamo. La gente ha subito davvero un brutto colpo. Meglio non ci torni più in città. La mia impressione è che ancora non sia uscito tutto il marcio che c'è. E dispiace pensare che in questa storia possano essere coinvolti tanti professionisti».

Torneremo a parlare di sport. Intanto, pagina 13: si parla di stalking. Uomo arrestato per minacce al figlio e per aver picchiato la moglie...
«Incredibile. Là fuori nel mondo non sai quello che ti può accadere C'è cattiveria. E se la trovi pure tra le mura di casa diventa un dramma. Ero rimasta sconvolta, anni fa, quand'era uscita quella storia delle maestre che picchiavano i bambini. Inaccettabile. Abbiamo il dovere di salvaguardare le fasce deboli: bambini e anziani. In ogni modo possibile. Le menti sono malate…».

Carri, per la prima volta sfilata notturna. Vive anche lei il Carnevale veronese?
«Impegni con la Nazionale non mi hanno mai permesso di partecipare alla sfilata. Ma amo mascherarmi. Qualche anno fa con le amiche di Bergamo abbiamo fatto serata travestendoci da 'Spice Girl'. Io ero quella sportiva».

Andiamo in provincia. A San Pietro di Morubio viene inaugurato il centro islamico. E gli abitanti sono sul piede di guerra. «Apprezzo la diversità. Purché sia sostenuta dal rispetto reciproco. Siamo chiari: io non sono razzista. Amo la convivenza pacifica. Chi sbaglia, però, paga. E deve essere allontanata da qui. Chi vive la comunità e la rispetta merita il rispetto, su questo non ho dubbi».

Lei crede?
«A modo mio. Mi definisco cristiana. Andare in Chiesa per cercare una forma di contatto, ma dimenticare poi tutto all'uscita e bestemmiare, però, non ha alcun senso».

Divagazione: il 21 dicembre 2012 finisce il mondo?
«Non finirà. Probabilmente qualcuno ha sbagliato i calcoli. Al massimo ci sarà un cambiamento»,

Mettiamo, però, finisca per davvero. Cosa vorrebbe fare prima?
«Una vacanza in California. Con Pato. Ma non so se Barbara Berlusconi mi darà il permesso».

Pato è il suo idolo?
«Come calciatrice mi rivedo in lui. Similitudini».

Cosa non sanno di Melania?
«Faccio tatuaggi. E ho già tatuato alcune compagne di squadra. Mascanzoni, Cantoro e Girelli».

Cosa ha disegnato?
«Frasi e lettere»

Ci dica una frase
«L'essenziale è invisibile agli occhi. Citazione de 'Il piccolo principe' di Antoine Saint Exupery».

Ma i tatuaggi li fa o...
«Li faccio e me li faccio fare. Ne ho già tre. Due sui polpacci e uno al braccio. Ho disegnati un 'tribale' e due cavallucci marini sempre in tribale».

Quando smette cosa fa?
«Magari alleno una squadra di bambini. L'ho già fatto qualche anno fa a Bergamo. Vorrei pure aprire un negozio di abbigliamento».

Vorrebbe correggere la sua vita, se potesse?
«Proprio nulla. Quello che è fatto, è fatto».

Saltiamo agli spettacoli: Emma, Renga e Finardi al toto Sanremo. Guarda? Ascolta?
«Uno e l'altro. Il Festival Sanremo mi stufa un po'. Mi piace, comunque, quasi tutta la musica italiana: Elisa e Negramaro».

l suo cavallo di battaglia al Karaoke?
«Meraviglioso proprio dei Negramaro. Sono stonata però…».

Libri sul comodino?
«Il giorno in più, l'ultimo scritto da Fabio Volo».

Un regalo tra i regali che ha ricevuto? «Ero in quarta elementare, ero in ospedale per un'operazione di appendicite. Le zie mi hanno regalato un peluche. Un orsetto bianco e verde che ho chiamato Dodò. Oggi è ancora con me».

Regalato da lei?
«Un album fotografico ad amiche. Le nostre foto con le nostre frasi. Solo nostre«.

Pagine di sport: c'è solo l'imbarazzo della scelta. Il Chievo sbanca Udine, il Verona sfiora l'impresa all'Olimpico
«Devo essere sincera: seguo poco Verona e Chievo. Ho conosciuto Pellissier. E ammiro molto Mandorlini. Un buon allenatore. E mi ha fatto una bella impressione anche fuori dal contesto calcistico».

Messi è il migliore, pochi dubbi. Tra le donne?
«La brasiliana Marta. E tra le italiane scelgo Gama e Camporese».

Lei?
«Io? Spero di vincere ancora lo scudetto qui a Verona. Siamo ben piazzate. Ma è ancora presto».

E cosa spera per suo fratello Manolo, professionista nell'Atalanta?
«Merita una grande squadra. E non sono le parole della sorella. Lo ha cercato pure il Manchester United. Sono fiera di lui. Non ha fame di soldi e notorietà. Gioca e si diverte. Proprio come me».

Un'esperienza all'estero?
«Potevo andare a Chicago, ma avrei dovuto lasciare le cose a metà qui. Non era giusto. Magari in futuro. Dopo la fine del mondo...».




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