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21.02.2012

Il filosofo Strusa nega che Tosi sia stato cacciato

La posta della Olga
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«La destituzione di Tosi dalla vicepresidenza del parlamento padano» scrive la Olga «non è più ritenuta tanto grave dagli avventori del bareto da quando, ieri, il filosofo-psicologo-sociologo Strusa ha espresso agli avventori il suo punto di vista sulla questione».
«El Strusa ha cominciato col dire che la sede del parlamento padano, villa "La Favorita", di Sarego, sulle colline vicentine, è molto più nota per i pranzi di matrimonio che per le riunioni dell'assemblea leghista che si tengono una volta al mese, sempre che le sale non siano state tutte prenotate dagli sposi, i quali hanno la precedenza. Era stato per il troppo affollamento di matrimoni che il parlamento aveva dovuto lasciare la precedente sede di villa Bonin Maistrello, sempre nel Vicentino, diventando in qualche modo itinerante, tanto che, come ha detto el Strusa, rispondendo a una domanda del mio Gino, non è escluso che un giorno si possa riunire nella cantina del bareto "Da Oreste"».
«Il filosofo-psicologo-sociologo è poi passato dalla precarietà permanente della sede all'inconsistenza politica di un'assemblea che ha paragonato alle riunioni del bareto per decidere il menù della "Festa delle Ributtanti", per poi concludere che Tosi è stato cacciato dalla vicepresidenza di un "nulla nulleggiante di disvalore vacuamente simbolico e parafrusto, simile a quello teorizzato dalla dottrina onto-logica del pensatore Semola lapidato mediante lancio di coriandoli"».
«Secondo el Strusa, Tosi, "rimosso dalla vicepresidenza del nulla, in effetti non aveva alcuna carica e nulla quindi è successo". Riguardo poi alle indiscrezioni secondo cui sarebbe stato cacciato a causa delle troppe assenze, el Strusa ha fatto notare come non ci si possa assentare da una cosa che non esiste, neanche con certificato medico».
«Gran parte degli avventori hanno fatto finta di aver capito, mentre una minoranza, tra cui i leghisti, avendo fatto finta di non aver capito, si sono fatti ripetere il ragionamento, cosa che el Strusa pazientemente ha fatto incartandosi però sulla citazione del pensatore Semola, di cui ha storpiato anche il nome in Serùmola. È seguito un torneo di briscola in cui i giocatori perdenti negavano l'esistenza ai vincenti. La sola Beresina, passando tra i tavoli con i fianchi strozzati nella minigonna di pelle nera, era accreditata di una assoluta concretezza».

Silvino Gonzato
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