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22.06.2012

Aristotele spiazza il Classico
Matematica ok allo scientifico

ESAME DI STATO. La seconda prova di maturità: sorpresa dal ministero. Il filosofo non veniva proposto  dal 1978: «Brano difficile». Più tranquilli i problemi di geometria allo Scientifico

Studenti impegnati nell'esame di Stato

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Verona. Torna, dopo 34 anni, inatteso protagonista all'esame di maturità e l'impressione è che abbia fatto una piccola strage: Aristotele, con le 15 righe dal titolo «Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura» da tradurre dal greco, non piace ai maturandi del 2012. Facce scure, ieri all'uscita del liceo Maffei, e ragazzi letteralmente spiazzati da una scelta ministeriale che ha fatto piazza pulita degli autori più papabili della vigilia: da Polibio a Lisia. «Ci aspettavamo uno storico», ammette un gruppo di studentesse della terza H. «Due anni fa era uscito Platone. Invece, ecco un altro filosofo». VADE RETRO, ARISTOTELE. Il brano in questione, infatti, è di taglio filosofico e, a giudicare dai commenti degli stessi commissari, presenta non poche insidie per i maturandi, seppur con alle spalle cinque anni di letteratura greca. «Un testo lungo e complesso, il più impegnativo degli ultimi tempi, ricco di difficoltà lessicali, sintattiche e concettuali», commenta Chiara Ferrarese, docente di Greco e commissaria al classico di via Massalongo. «Una scelta non tarata in maniera adeguata da parte degli esperti del ministero: l'impressione è che, chi decide, non abbia chiara l'idea del livello reale di preparazione dei nostri ragazzi». Tra i primissimi a terminare la prova, Benedetta Zannoni, della terza F. «Difficile? Certo, come sempre le prove di greco», afferma dall'alto della sua media del sette. «Penso sia andata abbastanza bene, sono andata a ripetizione fino a due giorni fa». Per gli altri, invece, la consegna dell'elaborato è decisamente sottotono: «Sono uscito per disperazione», è il commento dei più. FUNZIONI «AMICHE». Dai volti imbronciati ai sorrisi distesi di chi ha la sensazione di essersi tolto un bel peso. Davanti al liceo scientifico Messedaglia, gli animi sono decisamente più sollevati. «La nostra seconda prova? Più semplice del previsto, almeno sette quesiti su dieci erano fattibili e veloci», spiegano all'unisono Antonio Bissolo, Davide Lovison e Jacopo Castello, della quinta F. «I problemi? Il secondo era di geometria analitica, più complesso, abbiamo svolto quasi tutti il primo, uno studio di funzioni: un esercizio tradizionale, per il nostro corso di studi». Tutti d'accordo che la simulazione effettuata dall'intero istituto in maggio, come raccontano Rebecca Azzolini e Annadori Mesaroli della quinta G, fosse decisamente più complessa. ANTIBIOTICI E SENSORI. Aria soddisfatta anche quella degli studenti dell'istituto Fermi, in piazzale Guardini. Impianti di biotecnologie, la seconda prova per chi aspira a diventare tecnico chimico-biologico. «Si trattava di un tema sulla produzione di antibiotici», commenta Luca Antoniazzi, della quinta A. «Ci siamo preparati molto per questo, era una delle possibili tracce, siamo riusciti a gestire il tempo in maniera corretta: insomma, nessuno è rimasto deluso». Espressioni ben più tirate, invece, all'istituto tecnico industriale Marconi, dove i futuri elettrotecnici si sono trovati alle prese con la prova di Sistemi, sui sensori ultrasonici. «Come ci siamo preparati? Nonostante le simulazioni, è impossibile prepararsi in questo settore, l'abilità consiste proprio nel sapersi gestire di fronte a una situazione nuova, solo con l'aiuto di un manuale», spiega Riccardo Fracca, quinta DE. «E non è stato affatto semplice», aggiunge il compagno Marco Campara. "Il fatto che dopo quattro ore siano ancora quasi tutti in aula la dice lunga, no?


Elisa Pasetto

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