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21.02.2012

Agenti barbuti
in Egitto:
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Poliziotti egiziani
Poliziotti egiziani
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Hanno un nome «poliziotti con la barba» e una pagina Facebook che in pochi giorni ha raccolto seimila «mi piace». Sono i 150 poliziotti e ufficiali di polizia egiziani, che hanno fatto richiesta al ministero dell’Interno perchè permetta loro di farsi crescere la barba islamica, sostenendo che si tratta di un diritto costituzionale. Nella pagina web intitolata «Lasciamo la barba ai magistrati, all’esercito e alla polizia per commemorare la sunna (codice di comportamento ndr) del profeta», i promotori della campagna fanno notare che già esistono militari che si fatti crescere la barba in varie province egiziane. In un sondaggio pubblico condotto sul web, quasi 4.000 persone si sono dette favorevoli ai poliziotti con la barba, diventata uno dei simboli dell’islam più conservatore, mentre 447 persone si sono espresse per il no. I commenti sul web sono in gran parte di sostegno delle forze dell’ordine con la barba e di critica ai responsabili del ministero che hanno minacciato punizioni e diffuso circolari sull’obbligo di radersi. «Quando Hazem Abou Ismail (candidato salafita ndr) sarà eletto presidente, tutti potranno farsi crescere la barba in pace, perchè anche il presidente ce l’avrà», scrive un supporter della campagna, mentre un altro esprime maggiore cautela: «Non è il momento di seminare divisioni. Sono laureato di al Azhar e spero un giorno di vedere applicato il Corano, ma penso che tutte queste rivendicazioni abbiano una sola spiegazione, e cioè che la corrente wahhabita iper-integralista proveniente dall’Arabia saudita, vuole egemonizzare la scena islamica per eliminare i moderati». La rivendicazione ha aperto una querelle giuridica alimentata dall’intervento dell’ex capo dell’accademia militare Emad Hussein, secondo il quale la legge non proibisce ai soldati di non radersi, ma che l’usanza è che non abbiano la barba. A sostegno delle rivendicazioni dei poliziotti è sceso in campo anche il portavoce del partito salafita della Luce, Nader Bakar, che, riferisce l’edizione inglese online del Masri el Youm, ha bollato come inaccettabile che si invochi la punizione dei poliziotti con la barba. «Questi agenti hanno ottimi curriculum e vogliono seguire il modello del Profeta», ha detto Bakar, promettendo il suo sostegno anche in sede legale, se decidessero di fare ricorso davanti alla giustizia. La disputa sull’obbligo per gli uomini musulmani di farsi crescere la barba ha in passato coinvolto vari religiosi, mentre il numero di barbe lunghe in Egitto è in crescita costante, a conferma della diffusione crescente del fenomeno, come dimostrano i risultati elettorali, che vedono i partiti salafiti come seconda forza politica in Parlamento.

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