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10.12.2011

Il mago regala ad Arena la bacchetta magica

IL BLITZ. «Visita guidata» di Striscia la notizia per documentare il deserto di Montichiari. «Ne abbiamo proprio bisogno per risolvere tutti i problemi». «Tornate a maggio 2012 e vi potremo dare buone notizie»

A Montichiari il «mago» ha trovato tanto spazio per le sue magie


 A Montichiari il «mago» ha trovato tanto spazio per le sue magie
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«Ci serve proprio un mago per risolvere tutti i problemi del Catullo». A sostenerlo, con un sorriso a metà strada tra il preoccupato e il divertito, è il presidente Paolo Arena incontrando il mago Antonio Casanova della celebre trasmissione televisiva «Striscia la Notizia».
La troupe che lavora per Antonio Ricci, incuriosita dal reportage del telegiornale olandese sugli sprechi italici, tra cui Montichiari, e dalle inchieste de L'Arena, ha deciso di dedicare una «magia» alla nostra società aeroportuale, bisognosa di un autentico gioco di prestigio per risollevare le proprie sorti.
Il mago Antonio Casanova ci ha chiesto quindi di accompagnarlo nel suo viaggio «magico» partendo dallo scalo bresciano, il D'Annunzio di Montichiari, aeroporto ormai considerato una cattedrale nel deserto, quasi completamente inattivo che produce gran parte del disavanzo della società Catullo Spa che lo gestisce insieme allo scalo di Villafranca.
Casanova e i ragazzi del suo staff sono partiti dopo aver visto sul sito internet del D'Annunzio la promozione di visite guidate per studenti e bambini all'interno del terminal, ma una volta arrivati a Montichiari si sono subito resi conto che lì gli aerei si vedono volare solo con molta fantasia.
«Negli anni scorsi Striscia la notizia si è occupata della sicurezza di questo scalo», spiega il mago ai propri telespettatori nella registrazione che andrà in onda nelle prossime settimane, «e oggi ci siamo accorti che il problema è stato risolto perché di aerei qui non ne vola più nemmeno uno», dice lanciando il suo cilindro.
Il mago porta così un po' di movimento nella desolazione dell'area passeggeri, tra i monitor che lampeggiano senza annunciare voli né in partenza né in arrivo, i check-in sbarrati e i negozi con le serrande abbassate ad eccezione di un bar che apre solo per l'ora di pranzo per servire i pochi dipendenti ancora rimasti di Polaria, Guardia di finanza, della manutenzione e della dogana.
Casanova fa «volare», anzi levitare, per lo scalo il suo cappello con una piccola magia, chiacchiera di giochi di prestigio con il sovrintendente del posto di polizia e scatta qualche foto ricordo con gli operai che glielo chiedono: insomma, un po' di allegria in un triste deserto pulito e ordinato, ma pur sempre deserto.
Casanova però non si arrende, vuole vederci chiaro e si dirige al Catullo di Villafranca per parlare con il presidente Arena. Prima si fa raccontare però da chi ha seguito l'inchiesta sugli sprechi della società, la situazione attuale. Casanova apprende così, sbalordito, delle mancate promesse di risollevare le sorti di Montichiari con tre operatori cargo stranieri, mai arrivati, delle perdite per 70 milioni di euro ufficialmente dichiarate (perde 20 mila euro al giorno) e del fatto che a pagare sia la collettività visto che la Catullo Spa è per il 90 per cento a capitale pubblico.
Poi il blitz nell'ufficio di Paolo Arena che, molto candidamente, ammette i problemi della società e sostiene di aver avviato una «coraggiosa operazione di trasparenza cercando di tagliare tutte le spese superflue e avviando un dialogo con il territorio per aprire nuove tratte e creare un maggiore indotto».
Antonio Casanova strappa poi ad Arena una promessa: «Tornate nel maggio del 2012 e sarò in grado di darvi buone notizie. Abbiamo grandi potenzialità e sono certo che riusciremo a risollevarci». Il mago, però, per esserne sicuro, lo omaggia di una bacchetta magica gonfiabile e gli dice: «Con la magia, tutto è incredibile ma non impossibile». Arena ringrazia, fa i complimenti alla troupe di Ricci e mette al sicuro la bacchetta sulla sua scrivania, perché un po' di magia per far quadrare i conti della Catullo Spa gli servirà di certo.


Giorgia Cozzolino

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