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«Catullo, posti a rischio e ulivi d'oro?»
Ulivi in mostra al Catullo
30/11/2011La gestione del Catullo è sempre più nella bufera. Dopo che lo stesso presidente Paolo Arena, in carica da pochi mesi, ha spiegato in commissione consiliare, con una operazione di trasparenza e chiarezza, lo stato drammatico dei conti, ora arrivano le bordate dei consiglieri provinciali del Partito democratico sull'amministrazione dello scalo veronese. Il capogruppo Diego Zardini e Lorenzo Dalai hanno presentato una interrogazione urgente per capire come mai la società aeroportuale possa permettersi di spendere 67mila euro l'anno per l'affitto di 18 ulivi decorativi, messi in mostra sul marciapiede del piazzale esterno, e contemporaneamente avere pronti per la Avio Handling, partecipata al 100 per cento, trasferimenti, cassa integrazione straordinaria e mobilità per più di 50 lavoratori. Senza contare che i lavoratori della Cargo sono in cassa integrazione a rotazione già dal maggio scorso. «Il tutto accade senza che venga avanzato nessun piano di rilancio, senza offrire garanzie ai lavoratori trasferiti o in cassa integrazione, e senza concordare criteri certi ed equi con cui gestire tutti questi passaggi», spiega Zardini che si domanda: «Ma è possibile che degli errori di gestione debbano fare le spese soltanto i lavoratori, che vedono a rischio il loro posto, e i contribuenti che continuano a pagare di tasca propria?». Secondo i due esponenti del Pd «in questa storia sono infatti a rischio, oltre i 5 milioni di capitale sociale della Avio, anche i 3 milioni circa di beni e mezzi in dotazione». E proseguono: «E il conto non è finito. La decisione di chiudere l'officina mezzi che occupava un impiegato e due operai per esternalizzare i lavori di manutenzione avrebbe creato una spesa di 350mila euro all'anno senza che ne giovassero i risultato, se è vero che il 40 per cento dei mezzi rimane non operativo». E ancora: «L'aver fatto entrare nello scalo un'altra società interamente privata, che opera con uomini e mezzi di Avio, arrivando a coprire il 40 per cento delle compagnie aree in transito dal Catullo, appare una scelta irrazionale e poco comprensibile, tanto più che tra le due imprese dovrebbe instaurarsi un rapporto di sana concorrenza e non di collaborazione. Inoltre», prosegue il Pd, «risultano spese altissime per l'affitto di locali, che arriverebbero a 800mila euro l'anno e le 10 cause legali per licenziamenti senza giusta causa danno l'idea di quanto siano tesi e difficili i rapporti tra i lavoratori e la direzione, tanto più che né i lavoratori Avio, né quelli della Catullo Spa o della Catullo Park (circa 350 in tutto) hanno ricevuto il premio di risultato per tre anni di seguito, consentendo così un risparmio di 1,6 milioni finiti chissà dove». I due consiglieri stigmatizzano poi i «costi dei consulenti, ben 56, e la lievitazione dei costi dell'ufficio legale. Inoltre, il nuovo terminal costato 1 milione di euro ora è da demolire perché non a norma e poi c'è la faccenda, tutta da chiarire, dei 67 mila euro all'anno che si sarebbero spesi per l'affitto di 18 ulivi messi in mostra sui marciapiedi del piazzale esterno». Intanto il deficit 2011 veleggia verso i 20 milioni e ci sono 17 milioni di tasse non pagate. Insomma, tante domande che attendono chiare risposte.
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