mercoledì, 23 maggio 2012

Il caso Catullo

Il caso Catullo

Catullo, il rosso sale a 8,8 milioni
«Ma c'è la strategia di rilancio»

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Il presidente del Catullo, Arena con il vice, Angeli. I primi sei mesi dell'anno sono stati negativi per lo scalo

26/11/2011Si chiude fortemente in rosso, e con un passivo più grave rispetto allo stesso periodo del 2010, il bilancio dei primi sei mesi di attività del sistema aeroportuale del Garda: il Catullo di Verona e il D'Annunzio di Montichiari.
Il risultato dei primi sei mesi di bilancio 2011 presenta una perdita di 8,8 milioni di euro, in peggioramento, rispetto allo stesso periodo del 2010, di 2,4 milioni. La perdita registrata nei primi sei mesi dell'anno scorso era stata infatti di 6,4 milioni di euro. E questo nonostante un incremento di passeggeri del 12,8 per cento sul Catullo e del 6,9 consolidato sui due scali. Una doccia fredda, quindi, tanto più che secondo l'ex presidente del Catullo Fabio Bortolazzi e il direttore generale Massimo Soppani, il 2011 doveva essere l'anno del rilancio e del risanamento. E invece i conti sono peggio del previsto.
I dati che denunciano un deterioramento della situazione economica e finanziaria della società che gestisce i due scali sono stati esaminati ieri dal Consiglio di amministrazione che ha individuato nel Piano industriale 2011-2020, redatto con la collaborazione di Deloitte consulting su indicazione dei soci, il percorso per il rilancio delle due infrastrutture strategiche per il territorio.
Le motivazioni di questo risultato negativo, secondo l'informativa inviata ai soci dal presidente Paolo Arena, sono da ricercare «nel mancato apporto di marginalità dei voli Ryanair (in sostanza, come abbiamo già scritto, sono più i soldi che il Catullo paga alla compagnia - circa 15 euro a passeggero portato come incentivo - di quelli che incassa, e quindi ci perde. Ndr); la pesante flessione dei voli charter che sono diminuiti del 25,6 per cento sul 2010 a causa dell'instabilità politica di paesi come Tunisia ed Egitto; la mancata ripresa dell'attività cargo sullo scalo di Brescia; le difficoltà di riorganizzare la società recuperando produttività ed efficienza; il rialzo dei tassi di interessi sulla esposizione bancaria».
A tutto ciò va aggiunto che ci sono «circa 7 milioni di svalutazioni di crediti per cui al netto degli oneri fiscali la perdita del primo semestre è di 16,1 milioni di euro rispetto al 2010». Da qui a fine anno, inoltre, «possono esserci altre sopravenienze come il contenzioso con Enav e altre spese per cui si prevede una perdita di 4 milioni superiore a quella del 2010» che era stata di 10 milioni di euro. Quindi, al 31 dicembre di quest'anno, si dovrebbe arrivare a 14 milioni di deficit, svalutazione dei crediti esclusa. Le perdite dell'aeroporto D'Annunzio di Montichiari, che hanno finora superato i 70 milioni di euro, quasi 100 secondo fonti sindacali e che ha portato il D'Annunzio ad essere indicato anche all'estero come uno esempio di spreco, evidentemente non sono estranee a questa situazione. Una situazione per niente rosea, quindi, visto che i debiti verso le banche del Gruppo Garda aeroporti ammontano a ben «45 milioni e di 13 milioni verso l'erario».
Le azioni da intraprendere «per una rapida inversione di rotta», secondo la nota informativa di Arena, dovranno consistere innanzitutto nella «ricompetitività di Avio handling», in un «nuovo piano industriale», nella «gestione integrata dei due scali», nell'«incremento degli introiti da attività non avio (parcheggi e negozi)» e il «recupero di redditività delle attività avio». Fra le strategie commerciali messe in atto per invertire la tendenza, è stato relazionato ieri, c'è stata la scelta di Meridiana fly-Air Italy di svilupparsi su Verona, l'apertura di nuovi voli di lungo raggio per contrastare la debolezza del segmento charter e la conquista di nuovi segmenti di mercato.
Da parte dei soci, che si sono assunti l'onere della ricapitalizzazione, c'è quindi forte preoccupazione di fronte alla conferma, che avevamo anticipato nei giorni scorsi, che anche il 2011 avrà una redditività dell'investimento e una marginalità fortemente negative per il quarto anno consecutivo. Anzi, quest'anno è nettamente il peggiore dal 2008. M.Batt.



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