mercoledì, 23 maggio 2012

Il caso Catullo

Il caso Catullo

Aeroporti, ecco il festival delle consulenze

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Viaggiatori all'aeroporto Valerio Catullo: quest'anno saranno 3 milioni circa

19/11/2011Ma perché? Perché gli aeroporti Catullo e D'Annunzio, come abbiamo visto nelle precedenti puntate, da un lato hanno i conti in rosso (e quest'anno sarà peggio dell'anno scorso nonostante i tentativi di risalire la corrente), e hanno aerei cargo vuoti come ha dichiarato lo stesso presidente Paolo Arena, da poco alla guida della Catullo?
Interrogativi che in questi giorni sono sulla bocca di molti, soprattutto dei soci. Il fatto è che le due cose si tengono assieme: non decolla il cargo, Montichiari non riduce le perdite, il cargo del Catullo viene chiuso e alla fine ci si deve affidare alla marginalità prodotta dai flussi di passeggeri. Marginalità che si va riducendo, come abbiamo visto nelle precedenti puntate, perché portare nuovi passeggeri costa: bisogna pagare le compagnie aeree. E il 2011 sarà il quarto anno negativo di fila.
Non a caso il presidente Arena aveva recentemente dichiarato che si deve «trovare un operatore nel settore cargo con base a Montichiari: inutile avere gli aerei cargo se poi viaggiano vuoti». Le immagini, rimbalzate perfino in un tg olandese, documentano il deserto: sulla pista, nei parcheggi, nelle sale degli imbarchi e così via. Una perdita fissa, secca: 630 mila euro al mese secondo la Uiltrasporti, 20 mila euro al giorno, 7 milioni l'anno.
IL COLLEGIO DEI SINDACI: CRITERI DI MERITO. Ma allora, se i risultati sono questi, a che cosa sono servite tutte le consulenze esterne assegnate per rilanciare Montichiari? Il tasto dolente delle consulenze è stato sollevato più volte, ma soprattutto è stato sottolineato nell'ultimo bilancio dal collegio sindacale che avvisa di «aver formulato formali raccomandazioni» al consiglio di amministrazione affinché sia emanato «un provvedimento che fissi criteri e modalità per il conferimento degli incarichi esterni nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità, nonché di merito». Evidentemente sono stati rilevati dei problemi nella gestione degli incarichi esterni.
Per ritornare al discorso iniziale relativo allo sviluppo del traffico cargo su Montichiari, prendiamo solo alcuni esempi partendo da un punto fermo: la Catullo spa si è affidata a un manager di comprovata capacità, proveniente da una compagnia aerea, che è diventato punto di riferimento del Cargo center di Montichiari. Un incarico a progetto, ben remunerato e con obiettivi precisi. E in estate è partita una collaborazione con una società russo-cinese che il mercoledì e il sabato opera cargo sulla tratta Shangai-Mosca-Montichiari-Hong Kong. Per i passeggeri, invece, non ci sono voli schedulati.
IL CARGO DI MONTICHIARI. Ma siccome al Catullo dicono che sul D'Annunzio ci puntano, ecco che per Montichiari e l'attività cargo troviamo anche altre consulenze. Una, per esempio, è stata stipulata «nell'ottica di sviluppare l'attività cargo sullo scalo di Brescia» a un sindacalista veneziano, già dipendente della Save (aeroporto Marco Polo) ma sempre in distacco. È la società aeroportuale dalla quale proviene l'attuale direttore generale del Catullo Massimo Soppani. L'incarico di questo consulente prevedeva «di coordinare le attività necessarie all'organizzazione operativa dello scalo» bresciano «in previsione dell'incremento dei volumi di merci sullo scalo di Montichiari». Un po' ottimistico perché finora non si è ancora verificato. La durata di questo progetto è andata dal primo gennaio al 30 giugno 2011 con un compenso di 2.500 euro lorde mensili, utilizzo di strumenti aziendali quali postazione di lavoro, cellulare computer e auto aziendale.
IL SINDACALISTA-SALDATORE. Ma «l'esperto» aveva ottenuto già un precedente incarico a progetto che aveva portato a dicembre 2010 al riconoscimento di un contributo straordinario di altri 2.500 euro netti (una sorta di tredicesima, insomma). Il collegio sindacale, come abbiamo visto, aveva richiamato la necessità di trovare un criterio di merito e trasparenza nell'assegnazione di questi incarichi. Eccole: «esperienza sindacale nelle aree contrattuali per porti e aeroporti». Il titolo di studio del consulente che deve coordinare l'organizzazione operativa del cargo? «Diploma di aggiustatore meccanico e saldatore ossiacetilenico ed elettrico», come da curriculum.
L'ESPERTO IN LOGISTICA DA 90 MILA EURO. Ma sull'attività cargo il Catullo ci punta, eccome se ci punta. Infatti mica c'è solo il sindacalista-saldatore a lavorare per portare le merci a Montichiari. Il primo luglio 2010 viene dato un incarico annuale che è scaduto il 30 giugno 2011 da 70 mila euro lordi a un altro esperto che abita nel bergamasco. Anche lui ha l'incarico di «incrementare lo sviluppo commerciale cargo e ottimizzare i flussi esterni delle merci da e per l'aeroporto e i relativi servizi». Viene considerato una figura professionale «esperto in logistica» ma se raggiungerà certi obiettivi avrà altri 20 mila euro una tantum. Gli vengono messi a disposizione un'auto aziendale, cellulare e quant'altro necessario. Di che si occupa? Risulta titolare di uno studio trading che acquista legni e tronchi per pellet e imballaggi, forniture di casette in legno e simili. E quindi si occupa anche, gioco forza, di trasporti spedizioni e logistica. Ora non è più consulente.
IL MEDICO CHE PATTEGGIA. Ma sullo scalo di Montichiari la Catullo ci punta, eccome se ci punta. Infatti la direzione si preoccupa perché se qualche passeggero dovesse sentirsi male durante le lunghe attese ai gate vuoti, manca un posto di pronto soccorso. E allora? Ecco che il 31 agosto 2010 (attenti alle date) viene affidata la consulenza esterna a un esperto con l'incarico di «progettazione, sviluppo e coordinamento del servizio sanitario e di primo soccorso aeroportuale» sia al Catullo che eventualmente anche a Montichiari. Il contratto prevede 20 mila euro per sei mesi, rinnovabile, più le spese vive a piè di lista. L'esperto ha i titoli giusti: è un medico.
E anche lui, come già l'altro consulente dui cui abbiamo scritto, lavora all'aeroporto Marco Polo di Venezia Tessera dove dal 1988 è direttore del pronto soccorso aeroportuale. Statis Tsuroplis, questo il suo nome, però è anche qualcosa di più, come lui stesso scrive nel suo profilo: è stato presidente e amministratore delegato di Ames spa ed è un vero e proprio imprenditore. Ames è l'Azienda multiservizi economici e sociali, che a Venezia gestisce mense scolastiche e farmacie comunali nel comune di Venezia. Proprio come presidente di Ames, Tsuroplis finisce nei guai giudiziari con l'accusa di concussione per aver incassato una mazzetta da 20 mila euro: patteggia una pena pari un anno e nove mesi. Quando? Nel marzo 2010. Pochi mesi dopo il medico greco-veneziano che lavora al Marco Polo di Tessera viene preso come consulente esterno dalla Catullo per allestire il pronto soccorso.
I RISULTATI PEGGIORANO, I COSTI SALGONO. Tutte consulenze che il presidente Paolo Arena si è ritrovato. Alcune sono andate a scadenza, ma molte sono state revocate. E non è difficile capire perché. Ma molto altro resta ancora da capire se nel 2010 rispetto al 2009 sono peggiorati il valore della produzione (-3,63), il valore aggiunto (-10,47), il Margine operativo lordo (-55,58). Mentre le consulenze legali e professionali sono lievitate a quasi a due milioni di euro e il costo delle prestazioni per servizi diversi è passato da 276 mila euro a 1 milione 176 mila euro: quasi 1 milione in più. E per il 90% sono soldi pubblici.



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