mercoledì, 23 maggio 2012

Il caso Catullo

Il caso Catullo

Montichiari, va in onda lo spreco italico

Zoom
La sala imbarchi con i gate desolatamente vuoti nel tg olandese

10/12/2011«Da stamattina non atterra nemmeno un merlo. Anche gli uccellini snobbano l'aeroporto più sprecone del mondo». Così nell'ottobre scorso cominciava un reportage dell'Espresso dedicato all'aeroporto D'Annunzio di Montichiari. A Verona, perché è dal Catullo che si gestisce lo scalo bresciano, il lungo servizio del settimanale era stato liquidato come «le solite cattiverie, magari ispirate dagli scali vicini e concorrenti». Adesso però il caso di Montichiari ha varcato i confini nazionali ed è finito al centro di uno dei principali telegiornali pubblici olandesi, nell'edizione serale Nieuwsuur: in un ampio approfondimento sugli sprechi dell'Italia, accanto allo scandalo delle baby pensioni e del cupolone fosforescente del San Raffaele (l'ospedale di don Verzé che ha fatto crack) c'è un servizio dedicato all'aeroporto di Montichiari. Che diventa così uno degli emblemi dello spreco italico con i quali ci facciamo conoscere all'estero: del resto dal momento della sua nascita a oggi è costato al Catullo che lo gestisce, e quindi ai suoi soci, 70 milioni di perdite.
Le immagini? Un aeroporto completamente vuoto e fermo. Vuoti gli imbarchi, vuote le sale d'attesa, vuote le piste, vuoti i parcheggi, vuoto il tabellone delle partenze e degli arrivi. Unica anima viva, la signora delle pulizie che, intervistata, ha solo parole di sconforto: «Qui è una valle di lacrime. Non c'è più nessuno. Pulisco negli uffici dove c'è gente che lavora, ma non certo per i passeggeri perché non ci sono». Prende secchio, straccio e carrello e gira tra i banchi vuoti del check in: «È deprimente lavorare qui, prima c'era qualche volo, ma adesso è proprio brutto perché non c'è più nessuno». Intanto, merli e storni atterrano e decollano.



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