14.12.2011
«Al bareto» scrive la Olga «il più incassato di tutti è il pensionato Cedolìn. È incassato con Monti perché, col zugo delle indicizzazioni e delle deindicizzazioni delle pensioni, si vedrà superare dal Giangi che ciapava meno di lui. È incassato con i parlamentari che prendono tempo per decidere in autonomia, dopo approfonditi e laboriosi studi, quando e di quanto diminuirsi lo stipendio, come vorrebbe la decenza, visto che adesso mettono in scarsela più di 14 mila euro al mese, più di ogni altro loro collega al mondo. Tre mesi fa deputati e senatori, malvolentieri ma sotto la spinta rabbiosa dell'opinione pubblica, avevano incaricato l'Istat di fare la media delle retribuzioni dei parlamentari europei per adeguarvisi. Ma in tre mesi l'Istat, al quale nessuno aveva fatto pressia, non è riuscito a fare un conto che il ragionier Dolimàn avrebbe fatto in pochi minuti».
«E allora succederà che mentre i pori cani come noaltri, tra blocco delle pensioni, Ici, addizionali e altro, cominceranno a svenarsi da subito per salvare l'Italia, gli onorevoli, se decideranno di dare qualche gossa de sangue, lo faranno con comodo.
«"È come se ci mandassero nudi per strada" aveva strillato la Mussolini quando era circolata la proposta di ridurre gli stipendi dei parlamentari a cinquemila euro al mese. E aveva anche giudicato il blocco dei vitalizi della casta come "Un'istigazione al suicidio", frase che al bareto è stata ritenuta un insulto alla memoria delle decine di piccoli imprenditori veneti che negli ultimi tre anni si sono suicidati sul serio perché costretti a chiudere bottega e a mettere sulla strada i loro dipendenti».
«L'altra sera alla trasmissione di Brespa abbiamo sentito dei politici, di destra, di sinistra e di centro promettere a denti stretti che si sarebbero diminuiti lo stipendio, ma nello stesso tempo giustificare come sacrosanto quello che mettono in scarsela parché gh'è da pagar de qua, gh'è da pagar de là, ci sono i portaborse, le spese per il telefono, e prima di tutto c'è la responsabilità verso il Paese, la quale, per chi non lo sapesse, ha un costo. Vuto métar la responsabilità del Cedolìn con quella della Mussolini?»
«Io e il mio Gino siamo dell'idea che non tutta l'Italia meriti di essere salvata e che quella rappresentata da certi politici abbia l'obbligo morale di sprofondare».Â
Silvino Gonzato
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