03.12.2011
«Siamo andati a séna alla "Trattoria dai ónti", condussión familiare, marì, moiér, suocera de lu, sempre ónti, secondo la costumansa del locale. Il quale, se si chiamava così ànca nell'Otosénto, come risulta al cavalier del Dopolavoro, Osoppo, che ci ha fatto sora degli studi, significa che per fortuna non tutte le tradissioni sono state travolte dalla frégola della modernità. Ci siamo andati col professor Scalcagnato, la signora Scalcagnato, el coscrito del mio Gino, Padèla e la signora Padèla la quale, essendo ancora discretamente attiva sessualmente nonostante l'età, si è guadagnata el soranome de "Tri salti in Padèla"».
«Dopo aver steso i fazzoletti sulle caréghe par via dell'ónto (el professor Scalcagnato, che è un abitué della trattoria, si è messo sotto al cul la rubrica del telefono portata da casa), ci siamo seduti e, fin che ci preparavano el magnàr, abbiamo ciacolato. El professor Scalcagnato, dopo aver premesso che il fenomeno dello smog è irrisolvibile, ha detto che il Comune dovrebbe almeno far vedere ai cittadini che non lo sta aggravando. E ha fatto l'esempio del nuovo semaforo di via Mameli sopra il quale abitano proprio gli Scalcagnato i quali da quando gli sgasano le auto sotto casa, hanno la sbòssega tutto l'anno. Mentre la Ónta, la moiér dell'Ónto, ci stava servendo le paparèle coi fegadini, la signora Scalcagnato ci ha voluto mostrare i busi del naso, neri come l'interno dei tubi della stùa».
«El coscrito Padèla ha detto però che i dati delle centraline dell'Arpav devono essere presi con le molle perché registrano dei picchi dovuti a emissioni che con i fumi delle auto e del riscaldamento non hanno niente a che fare. E ha fatto l'esempio della centralina di borgo Milàn, a ridosso della quale una sera sì e una no si danno appuntamento una sinquantina de butelòti per fumare mariuana. E quando non ci sono i drogati, dietro la centralina ci portano i loro clienti le prostitute. "Voaltri vi chiederete che effetto possano avere i ropetamenti sessuali sulle centraline" ha detto el Padèla. "Ma io vi assicuro che anche questi influiscono". Dopo le paparèle ci hanno servito il manzo con la pearà. "Massa pepe" ha detto il mio Gino vedendo che la pearà l'era mora come il tafanario della Taitù. "La quantità di pepe è la solita" ha risposto la Ónta. "Ma non posso quèrzar la ramina ogni volta che qua davanti passa un camion"».
Silvino Gonzato