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Novembre

11.11.2011

Totò-ministri al bareto per il nuovo governo

La posta della Olga

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«Come mi riferisce il mio Gino» scrive la Olga «al bareto ci sono molte idee per risolvere la crisi del nostro Paese ma nessuna di queste idee è condivisa. Ogni avventore ha la sua ricetta e boccia quelle degli altri. Esattamente come sta succedendo nel governo, in parlamento e in tutte le canoniche periferiche della politica. Il politologo Scoatìn dell'università di Cavaión, molto presente in questi giorni cruciali per le sorti del Paese ma soprattutto perché ha preso una cotta, non corrisposta, per la Beresina, ha finora proposto un sentenàr di solussioni che però non vanno bene a nessuno. Anzi, per aver inserito la Bindi in un prossimo governo di salvessa nassionàl, è stato fatto oggetto di un fitto lancio de bicéri col mànego, per fortuna ùdi, e ha dovuto rifugiarsi al cesso per non essere colpito».
«Gli è insomma capitato il trattamento che i telespettatori e i lettori di giornali vorrebbero riservare a tutti quei tronfi politologi che pretendono di avere la scienza infusa, ignorando che un conto sono le teorie e un conto è riuscire a governare un Paese in cui ognuno, a cominciare da chi è chiamato a governarlo, ha cuore i propri interessi e se ne sbatte del bene comune. Appena saputo che Napolitano ha in mente di sostituire Berlusconi con Monti, ex commissario europeo che non sa raccontare le barzellette e non ha il vìssio di spissegare el cul alle done durante i convegni internassionali, gli avventori leghisti ma anche alcuni del Pdl si sono trasferiti, ostiando, sui tàolini dell'opposissión, a sinistra dell'emi-circo, mentre quelli del Pd e di Di Pietro sono saltati sul bancón e ci si sono sentati sora facendo strage di ovi duri e di boeri».
«Poi è cominciato il Totò-ministri e ognuno ha proposto un governo diverso. C'è stato chi ha riesumato Pecoraro Scanio per l'Ambiente; chi la Cicciolina o Luxuria per la Famiglia; chi ha suggerito, per un ministero importante, il nome di un cardinalón di quelli che parlano spesso di politica. "Va a simpatie" ha commentato il ragionier Dolimàn. "Lo stesso metodo che ha adottato Berlusconi, il quale ha imbarcato amici e soprattutto amiche, salvo poi essere abbandonato dagli uni e dalle altre non appena la nave ha cominciato ad affondare". Anche il successivo Pappagone-ministri ha dato gli stessi confusi risultati. Domani si proverà col Macario-ministri».


Silvino Gonzato