08.10.2011
«Gli studenti protestano contro gli orari degli autobus» scrive la Olga «e, già che ci sono, ci mettono dentro anche la Gelmini che ormai è contestata da ogni corteo, anche da quelli delle quote latte».
«A San Zen, i residenti di piazza Corrubbio, ora Cava Corrubbio, protestano perché nel caso del parcheggio sotterraneo di San Giorgio, il Comune è riuscito a mandare a monte i lavori promettendo un contentìn alla ditta incaricata, ma fra sìnque ani, mentre a San Zen la ditta ha puntato i pié, almeno così ha detto l'assessore Corsi, mentre avrebbero dovuto piantare i pié i sanzenati che, invece, dopo qualche processión, guidata da Valpiana, si sono rassegnati, tanto da far dire al mio Gino che "non ci sono più i sanzenati di una volta"».
«I negozianti protestano contro la Confcommercio perché l'apertura serale del giovedì non gli ha fruttato gnanca un sesìno ed era evidente perché fin che non arriva il freddo, la gente non compra impermeabili, paletò e guanti di lana. Ma come dice Johnny Salame di Pian delle Fugazze, esperto in dinamiche di mercato, sarebbe meglio che i negozi tenessero aperto la sera del sabato quando la gente è già in centro, invece che la sera del giovedì quando l'è a casa a guardàr la televisión».
«Se la Confcommercio si ostina per le aperture serali del giovedì in ogni caso un risultato lo ottiene, perché la luce delle vetrine illumina le strade anche nei posti più sconti».
«Il ragionier Dolimàn però sostiene che è un controsenso pretendere che la gente vada a comprare in centro quando non sa dove parcheggiare l'auto per arrivarci e quando il discorso di usare gli autobus sarebbe un bel discorso se questi fossero frequenti, puliti e sicuri mentre si sa che non lo sono».
«Il Comune protesta con la Regione perché vuole più schei per il trasporto pubblico, e ha ragione, senonché la pulizia e la sicurezza non sono una questione di schei ma di civiltà. E allora scominsiémo da questo per avvicinare i veronesi al trasporto pubblico, o mancano i schei anche per il vetril da spruzzare sui finestrini o l'alcol da passare sui sedili?».
«Questa città pensa alle grandi opere, al traforo delle Toresèle, ai grattacieli, alle funivie tra l'aeroporto e la Fiera, quando la gente vorrebbe invece che funzionassero le cose normali e non doversi mettere il fazzoletto sotto il sedere ogni volta che si siede su un autobus».